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22 gennaio 2012
15 uomini a Wannsee, 70 anni fa.
15 uomini a Wannsee, 70 anni
fa Il commento di Deborah
Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 22 gennaio
2012 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «15
uomini a Wannsee, 70 anni fa»
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15 uomini a Wannsee, 70 anni fa di Deborah
Fait
a destra la salla della villa di Wannsee

Tempisti come il demonio, alcuni malati di mente hanno pubblicato in un sito
dal nome Olotruffa( Olacausto-truffa), la pubblicita' di una friggitrice modello
BELZEC , marchio Auschwitz. Belzec fu il primo tra i campi di sterminio creati
dai nazisti e reso operativo dal 1942. Secondo gli storici il numero degli ebrei
bruciati a Belzec si aggira tra i 500.000 e i 700.000, si conoscono solo due
superstiti Rudolf Reder e Chaim Herszman e forse per questo motivo il campo e'
poco conosciuto nonostante l'enorme numero di vittime. Questi criminali
delinquenti della friggitrice evidentemente lo conoscevano, gentaglia del genere
si informa, amici miei, per loro leggere di ebrei morti ammazzati e' un
godimento unico, ieri come oggi. Si esaltano. Non e' facile scrivere della
Shoa', non e' facile perche' le parole sono povere e squallide a fronte di un
argomento cosi' tremendo, unico, spaventoso, tanto spaventoso da rasentare
l'impossibile umano e da qui nasce il negazionismo, quell'ideologia schifosa
che, alimentata dall'odio, nega lo sterminio degli ebrei o lo banalizza
paragonandolo ad altri genocidi commessi dalla belva uomo. Vi sono anche
altri criminali che paragonano la guerra di difesa di Israele contro i
palestinesi alla Shoa'. Ogni palestinese che muore li fa gridare al genocidio.
Sono criminali, delinquenti, gente senza coscienza e senza cuore. Settanta
anni fa, in una bella palazzina confiscata a una famiglia di ebrei, quindici
ufficiali nazisti si riunirono, il 20 gennanio 1942, per decidere la "soluzione
finale del problema ebraico". Inizio' cosi', a Wannsee, un sobborgo di
Berlino, l'idea dello sterminio totale degli ebrei d'Europa. Quindici persone,
quindici uomini, belve feroci, dal sangue freddo come il ghiaccio decisero della
morte di milioni di ebrei e lo fecero con un'intelligenza talmente diabolica da
portarsi dietro tutta l'Europa, complice, e in tutto il continente ebbe inizio
la caccia. All'inizio non vi fu violenza ma preparazione alla violenza
finale, si incomincio' alimentando l'odio di cui i popoli europei erano facile
preda dopo millenni di demonizzazione dei giudei e 400 anni di Inquisizione
spagnola. Si alimento' la discriminazione, il desiderio di arianizzazione,
gli ebrei fuori dalle scuole dagli uffici, dalle universita', dovevano essere
isolati per poterli poi portare , tra l'indifferenza generale, o in molto casi,
tra il giubilo della gente, verso i campi della morte sui famosi treni da dove
spuntavano le mani, da dove cadevano bigliettini di saluto , di disperazione, a
volte cadevano bambini gettati fuori dai carri bestiame dalle madri nella
speranza di salvarli. L'Europa dalle fauci sporche di bava e di sangue dava
la caccia ai suoi cittadini ebrei, senza pieta', senza ripensamenti, senza il
dubbio, senza il minimo dubbio, senza un perche'. E gli ebrei morirono, a
milioni, un milione e mezzo solo di bambini, morirono nel gas, nelle fosse
comuni, bruciati vivi nelle sinagoghe, di fame, di freddo e di malattie. Mio
zio non credeva, chi conosce Trieste sa dove si trova il caffe' Stella Polare,
era la' a bere il suo caffe' quando entrarono due delle Gestapo, da là in
Risiera e poi a Auschwitz a morire col gas. Era vecchio, vestiva sempre di lino
bianco come si era abituato in Grecia, non hanno avuto pietà e come lui altri
parenti e amici, Sei milioni. Sei milioni. Sei milioni. Sei
milioni. Sei milioni. Sei milioni. Finita la guerra i superstiti
usciti dai campi incominciarono a vagare per l'Europa e allora furono dichiarati
"illegali". Avevavo avuto l'ardire di sopravvivere e nessun paese li voleva.
Quelli che tentavano di scappare verso il pre-Israele venivano fermati dagli
inglesi e portati in altri campi di concentramento. Alla fine fu fondata
Israele, la nostra Terra che li accolse e dove incominciarono a vivere come
esseri umani ma per breve tempo perche' era in agguato un'altra belva, quella
araba che , alleata dei nazisti, voleva risolvere anche in Palestina il problema
ebraico. E fu guerra. 600.000 ebrei sopravvissuti, con poche armi ma
colla forza della disperazione, vinsero quella guerra e costruirono il Paese.
Oggi Israele esiste ma la belva araba non ha rinunciato alla voglia di
distruggerlo e di gettare gli ebrei a mare. Settant' anni fa 15 persone decisero
lo sterminio piu' spaventoso della storia dell'uomo, oggi milioni di ebrei sono
qui, hanno creato uno dei paesi piu' belli e piu' civili del mondo, lavorano e
combattono per poter continuare a vivere nonostante l'odio eterno che li
circonda. Auschwitz e' là, a memoria, ogni centimetro di quella terra e'
piena di sangue, l'aria racconta i pianti dei bambini e la disperazione degli
adulti. I venti hanno disperso in tutta Europa la cenere che usciva dai camini,
l'Europa dello sterminio, l'Europa che oggi vorrebbe la distruzione di Israele
non solo per odio antico ma per debolezza e servilismo. "Non ho fatto niente
di male, perche' non dovrei andare a bere un caffe?" diceva mio zio Elio.
Anna Frank , nel suo Diario, scriveva di avere fiducia nella bonta' degli
uomini. Un milione e mezzo di bambini sta ancora gridando laggiu' dai cieli
d'Europa: "volevamo diventare grandi". Li sentite? Gridano, volevano vivere, non
avevano fatto niente, erano solo bambini ebrei. Perche' li hanno ammazzati? Non
esiste risposta. Israele invece esiste e il Popolo di Israele vive.
Ricordatelo sempre! |
| inviato da DEBORAHFAIT il 22/1/2012 alle 16:32 | |
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17 gennaio 2012
La carta vincente: Diffamare Israele
Diffamare Israele, ecco il modo migliore per ottenere notorietà
analisi di Angelo Pezzana
Testata: Shalom
Data: 17 gennaio 2012
Pagina: 24
Autore: Angelo Pezzana
Titolo: «La diffamazione? Il miglior modo per rendersi famosi»
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Riportiamo da SHALOM di gennaio, a pag. 24, l'articolo di Angelo Pezzana dal titolo " La diffamazione? Il miglior modo per rendersi famosi ".
   Angelo Pezzana, Shlomo Sand, Sarah Schulman
Nella sua visione geniale del mondo contemporaneo, Andy Warhol aveva
pronosticato che tutti gli esseri umani avevano diritto ad avere almeno
15 minuti di fama. La previsione non si è,ovviamente, avverata per
tutti, ma il criterio è entrato a far parte della storia dei diritti da
acquisire dagli abitanti del pianeta. Un diritto per la più parte a
livello inconscio, ma pronto a materializzarsi se giustamente
stimolato. E a realizzarsi non solo per 15 minuti, spesso in maniera
tale da trasportare esistenze sconosciute alla ribalta della notorietà,
non escluso il contorno di un buon ritorno economico. La cosa non è
automatica, non basta volerlo, perché il sogno si realizzi, ci sono però
delle regole che, se seguite attentamente, possono rappresentare la
spinta al grande salto. Ma c’è una premessa, essenziale. Bisogna odiare
Israele. Se poi si è anche ebrei o israeliani, è il massimo, le porte si
aprono e il gioco è fatto. Come dimostra il passaggio dalla totale
anonimità alla fama di Shlomo Sand e Sarah Schulman, professore di
storia contemporanea all’università di Tel Aviv il primo, autrice di
alcuni testi teatrali mai rappresentati,femminista lesbica, la seconda.
Cominciamo con il primo. In Israele vi sono migliaia di professori
universitari, che esercitano la loro professione con impegno, come tante
altre categorie, vivendo normali vite, tra alti e bassi, onori e
doveri, ma quasi sempre nel solito tran tran quotidiano. Alcuni hanno
scritto libri di storia, altri collaborano a giornali con articoli, ma
anche lì distinguersi non è facile. Ci voleva il lampo geniale di Sand
per salire in un colpo solo in cima alla vetta della fama, un solo
libro, ma quale titolo, quale contenuto. In poche parole ecco il
concetto che al furbo Shlomo è venuto in mente: il popolo ebraico non è
mai esistito. Al solo sentire una simile idiozia, uno salta sulla sedia,
poi si mette a ridere e chiede chi sia mai l’ignorante che l’ha
inventata. Ignorante lo sarà sicuramente, insegnare storia contemporanea
all’università non è una assicurazione né sulla cultura né sull’onestà,
potremmo citare esempi notori di casi simili nelle nostre università.
Ma se Sand ignorante non è, furbo sicuramente sì. Il libro è stato
infatti acquistato in 22 (ventidue) paesi – tra i quali il nostro –
tradotto e pubblicato, procurando all’autore fama e denaro, più altri
benefit, come inviti a discuterne il contenuto. In Italia è stato ospite
in alcuni Festival Storia etichettabili nella categoria ‘ Israele sotto
attacco’, nei quali il godimento dei partecipanti-odiatori era
garantito. Presenti per sentire Israele sotto accusa, cosa poteva
esserci di meglio se l’accusatore non solo era israeliano, ma uno la cui
tesi segava alle radici la ‘pretesa’ dello Stato ebraico di esistere.
Sand ha avuto l’onere di due pagine sul Corriere della Sera, Paolo
Mieli, presidente della Rizzoli (l’editore di Sand) l’ha presentato come
se fosse un libro serio di uno storico serio che presentava una analisi
storica seria. Cosa si può volere di più ?
Veniamo alla seconda, Sarah Schulman, autrice teatrale, impegnata nel
movimento femminista lesbico americano. Schulman, chi ? si diceva prima
che il 22 novembre scorso il New York Times non le pubblicasse un
articolo nel quale accusava Israele di cercare una facile pubblicità nel
presentarsi come un paese dove i diritti umani e civili degli
omosessuali sono tra i più avanzati al mondo. Non potendoli negare,
perché sono sotto agli occhi di tutti, la Schulman ha cercato di
delegittimarli, di sporcarli, attribuendoli ad una iniziativa del
Ministero del Turismo per promuovere una immagine pulita di Israele, in
pratica per presentare una faccia rispettabile che nascondesse il vero,
grande crimine che Israele commette ogni giorno, l’oppressione dei
palestinesi. Quell’articolo ha fatto il giro del mondo, è uscito su Le
Monde, sul Guardian, in Italia l’ha ripreso subito la Repubblica, per
cui gran parte dell’opinione pubblica internazionale è convinta – l’ha
scritto il New York Times !- del contrario della verità. In tutto il
mondo musulmano-arabo i gay sono perseguitati, fino alla perdita della
vita, succede anche nei territori palestinesi governati dal ‘moderato’
Abu Mazen, Israele è la meta per chi cerca di fuggire verso la
democrazia, la libertà. Ma Schulman ignora quel che avviene nel mondo
musulmano, non perché non ne sia informata, ma più semplicemente perché
lo scrivono già in tanti, la sua sarebbe un’opinione in più, come tante
altre. Che Israele nasconda i suoi ‘crimini’ contro i palestinesi dietro
una facciata pro-gay, invece, è una menzogna talmente grande che
nessuno fino ad oggi gli era venuto in mente di scriverla. Ci ha pensato
lei, e con successo pare. E’lesbica, è ebrea, è americana, gli
ingredienti sono perfetti. Aspettiamoci tra poco un libro, Rizzoli si
prenoti, anche nel nostro paese ci sono gay politicizzati che si
abbeverano alla fonte delle menzogne su Israele. Mancava il collegamento
alle politiche del mondo gay. Bene, adesso abbiamo anche quelle.
Essere ingannati e compiacersene non è poi così inusuale, a volte
succede senza che uno se ne renda conto, talmente forte è il potere
delle ideologie, eppure un rimedio c’è, un biglietto aereo per
l’aeroporto di Tel Aviv e guardare Israele con i propri occhi, il modo
migliore per disarmare i Sand e le Schulman, tanto la fama l’hanno già
raggiunta, che almeno perdano i discepoli.
Per inviare la propria opinione a Shalom, cliccare sull'e-mail sottostante
feedback@shalom.it
| inviato da DEBORAHFAIT il 17/1/2012 alle 11:41 | |
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15 gennaio 2012
Dare la cittadinanza al nemico?
Si e' alzato il solito polverone dopo che l'Alta Corte di Gerusalemme ha deciso di negare la cittadinanza israeliana ai palestinesi sposati a israeliani.
Ho come un'eco nelle orecchie, le solite accuse di razzismo, discriminazione, apartheid and so on!
Vediamo di fare i puntini sulle i. I palestinesi sono sempre stati liberi di venire a vivere in Israele, dopo Oslo, piu' di 130.000 di essi, sposati a arabi israeliani hanno ottenuto la cittadinanza rendendo felice Arafat che non si stancava di dire che Israele sara' sconfitto dalle pance delle donne arabe. Nonostante questa minaccia i governi israeliani che si sono succeduti hanno sempre rispettato, in nome della democrazia (che quando e' esagerata diventa un'arma pericolosa), questa tolleranza nei confronti del nemico.
Il risultato e' stato avere nel paese una quinta colonna di cittadini pronti a tradire il paese, a dare asilo ai terroristi venuti da fuori, a farsi terroristi essi stessi. Dal 2001 al 2010 decine di palestinesi con carta d'identita' israeliana grazie a un matrimonio, sono stati coinvolti in atti di terrorismo e,probabilmente, atroci attentati non sarebbero potuti accadere senza la connivenza di qualche arabo con documenti israeliani.
Premesso questo, non e' detto che tutti i palestinesi sposati a israeliani siano terroristi ma fanno comunque parte di un popolo nemico di Israele, di un popolo che vive un conflitto da decenni e che considera gli israeliani figli del demonio e usurpatori. Il pericolo quindi e' enorme e credo che nessun paese al mondo potrebbe dare la cittadinanza al nemico senza essere considerato, perlomeno, "ingenuo" o, per dirla papale papale, idiota!
Quale e' quel paese tanto allocco da rischiare di scomparire grazie a leggi democratiche nei confronti di un popolo non democratico e pieno di odio?
Israele, direte voi!
Bene, diciamo allora grazie alla Corte Suprema che ha salvato il paese dall'ipocrisia suicida delle sinistre.
Al pericolo del terrorismo dobbiamo aggiungere la capacita' dei palestinesi di procreare e diventare in pochi anni la maggioranza del paese mandando al diavolo ogni diritto degli ebrei di avere una patria e ogni parvenza di democrazia.
Israele non solo ha il diritto ma ha l'obbligo di proteggere se stesso e i propri cittadini.
Paesi occidentali, paesi che sono in pace, che non hanno nessuno che ne dichiari l'illegittimita' di esistere, nessuno che urli che americani, francesi, italiani, svizzeri debbano morire; paesi occidentali che non sono in guerra hanno delle leggi che li proteggono da un'invasione di stranieri.
In Italia si sta discutendo se dare la cittadinanza ai figli di stranieri.
Dicono, forse a 18 anni.....se nati in Italia....ma che generosita'...
Eppure l'Italia non e' in guerra.
In USA la Corte Suprema nega il visto di ingresso a chi ha figli illegittimi con cittadini americani.
La Nuova Zelanda non fa entrare chi ha problemi di salute, compresa l'obesita', perche' andrebbe a pesare sul bilancio statale.
La nuova Zelanda non e' in guerra con nessuno. Nemmeno con gli obesi che non si augurano la fine della Nuova Zelanda!
L'Olanda non accetta chi non parla olandese.
Nemmeno l'Olanda e' in guerra e nessuno si augura di vederla scomparire!
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La maggior parte dei paesi occidentali, dunque, semplicemente non riconosce il diritto agli stranieri di formare una famiglia.
Israele in guerra, a differenza degli altri paesi che sono in pace, dovrebbe darsi la zappa sui piedi e aprire il paese a milioni di arabi?
Israele e' o non e' in guerra coi palestinesi?
Una guerra che non vede una fine.
Israele e' stato di guerra anche con la maggior parte dei paesi arabi, soprattutto adesso, dopo "L'inverno arabo", quello che gli ingenui, gli ipocriti, chiamano "primavera", anche i paesi "amici" come Egitto e Giordania, hanno fatto marcia indietro e i Fratelli Musulmani impazzano dovunque con le loro idee fanatiche e estremiste.
Israele, creato per dare una casa al popolo ebraico, sta tentando ancora di integrare il 20% di cittadini arabi che spesso non hanno nessun rispetto per le istituzioni e le leggi della democrazia.
Potrei citare molti casi di tradimento, tanto per stare alla Knesset, l'ultimo eclatante e' quello della deputata araba Zoabi, stipendiata colle nostre tasse, salita sulla Flotilla in evidente contrasto con la legge dello stato che proibisce ai membri del Parlamento di avere contatti con i nemici della Nazione.
Per non parlare delle varie spie arabo/israeliane a hezbollah e Iran.
Gli arabi israeliani, dunque, sono il 20% della popolazione, a questi aggiungiamo 250.000 lavoratori stranieri che poi vogliono restare perche' qui lavorano e mangiano e vivono in liberta'.
Non dimentichiamo i rifugiati dal Sudan e Eritrea che , scappando dall'Egitto dove li ammazzano, entrano in Israele a 2000 unita' al mese.
Israele non puo' correre il pericolo di vedere vanificato il suo sforzo sionista dando la cittadinanza a persone che , per la maggioranza, sono ostili sia agli ebrei che agli israeliani e al sogno di Israele.
Israele da asilo a chi puo', fino al momento in cui tutti hanno casa e lavoro ma la cittadinanza no, democrazia non significa idiozia!
Deve esserci un equilibrio tra il dare asilo e lavoro agli stranieri e il mantenere l'integrita' e la sicurezza dell' unico paese che gli ebrei hanno al mondo.
"Non abbiamo un'altra Terra" , dice la canzone "Ein li Erez Acheret" e vogliamo tenercela stretta, bella com'e' nostra, ebraica e democratica!
Deborah Fait
| inviato da DEBORAHFAIT il 15/1/2012 alle 13:54 | |
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8 gennaio 2012
Holywar, Pallavidini, ovvero la vergogna
Holywar, Pallavidini, la vergogna Il commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 07 gennaio 2012 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «Holywar, Pallavidini, la vergogna»
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Holywar, Pallavidini, la vergogna di Deborah Fait
 
Beh, che dire, amici. Vedere il poster di Holywar dove le foto dei membri dello staff di IC sono coperte dal numero 666, leggere che siamo mafia, nazisti, schiavi di satana e che vogliamo la distruzione della chiesa cattolica, ha provocato in me una grande repulsione verso chi ha la perfidia e l'ignoranza di usare simili metodi goebbelsiani per attaccare gli ebrei, siano essi sionisti o meno. Sappiamo che il sito di holywar e' da anni impegnato in questo genere di propaganda e non si puo' non notare come il tempo che passa non riesca ad offuscare il loro odio antisemita, anzi lo rafforzi. Quasi in contemporanea e' uscita la notizia che il prof. Pallavidini, anzi leviamogli il titolo di professore e chiamiamolo semplicemente Pallavidini, anzi scriviamolo anche minuscolo, pallavidini, ha dichiarato che gli piacerebbe molto fare una strage in sinagoga e in un'intervista al TG1 ha aggiunto che Israele commette genocidio nei confronti degli arabi! Dunque, amici? Cosa si puo' capire da queste porcherie e dalle esternazioni di queste menti criminali? Non molto se non il solito ritornello "gli ebrei vanno ammazzati, ce lo ha insegnato Hitler che ammazzarli non e' reato (come da slogan spesso ripetuto), Israele , paese degli ebrei, e' il demonio, un demonio che vuole distruggere il mondo arabo e poi, naturalmente, quello cristiano". Ma tu guarda, sono millenni che gli antigiudei prima, poi gli antisemiti e infine gli antisionisti ci propinano queste solfe eppure gli ebrei, a differenza di tanti altri popoli che nessuno condanna, ancora non hanno commesso genocidi, non hanno mai voluto conquistare niente e nessuno e non hanno mai imposto la loro Fede a chicchessia. Allora come giustificano i loro deliri questi neonazisti? Gli ebrei, nella storia moderna, hanno preso il fucile in mano solo per difendere il proprio paese. Eppure sono loro ad essere condannati e minacciati, odiati e ammazzati nonostante tutto. Che nome si potrebbe dare a tutto questo accanimento? Pazzia? fanghiglia putrescente? malattia mentale ereditaria? Credo tutte queste cose insieme. Gli autori di quel poster, il pallavidini e tanti altri, mica sono i soli, hanno migliaia di seguaci, soffrono di tutte queste patologie congenite nel loro animo, se mai ne posseggono uno. Le minacce non mi spaventano ne' spaventano gli amici di ic, anzi ci rendono piu' forti e aumentano la nostra voglia di lottare per la verita' e per la giustizia. Quelli che ci odiano invece devono stare molto male, poveracci, devono stare di un male cane, credo che sputino fiele al solo nominare ebrei e Israele e si sa che il fiele non ha un buon sapore. Quante volte ho scritto "annegatevi nel vostro odio" ma non succede mai, anzi il male genera male e la nostra esperienza ci dice che chi odia il popolo ebraico si nutre sempre di piu' di questo sentimento, si autogenera, si autoimmunizza da ogni possibilita' di far entrare nel suo cervello un minimo di raziocinio. Ci odiano e basta, non importa quello che fanno gli ebrei. Odio e' odio, non ha una spiegazione. Ha mai avuto una spiegazione la Shoa'? Hanno mai avuto una spiegazione I pogrom che l'hanno preceduta e purtroppo anche seguita? No, nessuna spiegazione se non l'ereditarieta' di un sentimento di distruzione nei nostri confronti. Certo c'e' chi urlera' scandalizzato "L'odio non e' genetico!", lo so anch'io che l'odio non e' genetico, mica serve essere filosofi o scienziati ma allora qualcuno mi spieghi per piacere come e' possibile che l'antiebraismo duri nei secoli e con la stessa identica violenza. Come e' possibile che il popolo che non ha mai voluto conquistare nemmeno una casetta dell'Europa che lo ospitava, che , al contrario, ha dato al mondo che lo perseguitava i risultati di studi non indifferenti a tutti i livelli, sia da sempre tanto detestato? Non e' che siamo semplicemente antipatici, no, magari! Ci vogliono proprio morti! Me lo spiegate, voi che dite che l'odio non e' ereditario? Faro' un esempio banalissimo. Si e' scritto molto e sempre male, sul problema degli ultraortodossi in Israele. Senza nemmeno pensarci su c'e' chi ha paragonato Israele all'Iran e recentemente Manila Alfano, sul Giornale, anche all'Afghanistan. Ogni volta a me vengono attacchi di fegato per la gran rabbia. E' vero che in Israele, come in ogni parte del mondo, esistono i fanatici religiosi, e' vero che uno di loro ha sputato a una bambina di otto anni perche' vestita immodestamente, secondo il suo cervello bacato, e' vero che sui loro autobus pretendono che le donne siedano separate dagli uomini. E' tutto vero! Ma chi sono questi pazzi? Sono una minima parte, condannata da tutti, di un gruppo molto religioso, i famosi haredim. Bene, questi heredim sono degnissime persone, sono molto religiosi, ma degnissime persone che hanno preso le distanze dai fanatici delinquenti che interpretano la religione a modo loro, facendosi leggi proprie che nulla hanno a che vedere con la Tora' e la Halacha'. E diro' di piu', per anni i haredim sono stati provocati da giovinastri dell'ultrasinistra antiebraica e filoaraba che ogni venerdi pomeriggio andavano colle moto e le macchine a fare gimkane nei quartieri dove si pregava, strombazzando coi clakson e urlando. Alla fine un gruppo meno tranquillo degli haredim si e' rotto le scatole e ha incominciato a ribellarsi in un crescendo di fanatismi da opporre al fanatismo antireligioso delle ultrasinistre. Sono , ripeto, un gruppo minuscolo, sono casi isolati. Il Governo e il Popolo di Israele si ribellano a questo tipo di comportamenti e Il paese intero e' insorto contro di loro. I media israeliani sono sepolti da valanghe di lettere di religiosi veri che dicono "noi non siamo cosi', quelli sono delinquenti, sono hulligans". E da hulligans vanno trattati. Sono da condannare quelli, io li chiamo idioti imbevuti di fanatismo, che hanno messo le stelle gialle ai loro bambini. Giusto, condanniamoli! E' stata un offesa ai nostri morti nella Shoa'. Ma io condanno anche quegli altri idioti, quelli che ogni venerdi' vanno a Bi'ilin o in altri villaggi arabi a lanciare sassi e molotov contro i nostri soldati e gli urlano "Nazisti". Questa non e' un'offesa alla Shoa'? Giustizia e equita', questo conta nella vita, come nella politica. Detto questo rimando al mittente degli autori del poster di holywar e di pallavidini ogni loro augurio , qualunque esso sia, e consiglio loro una bella lavata generale perche' la sporcizia a lungo andare fa anche male alla pelle.

Deborah Fait http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90 |
| inviato da DEBORAHFAIT il 8/1/2012 alle 9:4 | |
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7 gennaio 2012
Come funziona la sanita' in Israele.
Ammalarsi non e' certo una benedizione, amici cari.
Andare all'ospedale lo e' ancora meno, naturalmente.
Andare all'ospedale in Israele puo' diventare,
tuttavia, un'esperienza interessante sotto tutti i punti di vista e puo'
essere, anzi e', lo specchio della civilta' di un paese.
Nel mio caso si e' aperto un mondo nuovo e
inaspettato per la sua perfezione, ho scoperto una volta di piu' di vivere in un
paese eccezionale, abitato da persone eccezionali che coniugano leggi dello
stato democratico con vera e sincera convinzione, con una professionalita' e
un' umanita' disarmanti.
Mi spiace dirlo ma, abituata alla sanita' italiana
degli anni 90, ho vissuto questo periodo come in un sogno, meravigliandomi di
ogni particolare, dandomi ogni tanto pizzicotti per accertarmi di non sognare,di
non essere nella perfetta Scandinavia ma in un piccolo paese del Medio oriente,
odiato da tanti, in guerra con i propri vicini da decenni e colpito dal
terrorismo da sempre.
Tragedie vissute da un intero popolo che
tuttavia non hanno intaccato la funzionalita' del sistema e non ne hanno
distrutto i valori.
Stavo vivendo questa esperienza in Israele, non in
Svezia o in Norvegia e adesso ve la voglio raccontare alla faccia di tutti quei
detrattori, padri e figli dell'odio, che fanno passare Israele per uno stato non
democratico, demoniaco che puo' solo scomparire dalla faccia della terra per far
posto alla civilta' araba che ammazza, tortura, stupra, e fa
rivoluzioni "primaverili" per ammazzare meglio e di piu'.
Voglio dare questa testimonianza alla faccia loro,
dei vari Moni Ovadia, Daniel Baremboim, Ilan Pappe, Chomski e tutti quei piccoli
e grandi vigliacchi che seguono le orme dell'odio antiisraeliano dei personaggi
famosi per sentirsi piu' importanti. Vi chiederete perche' ho citato solo nomi
di ebrei con tutti gli odiatori che ci sono in giro, beh, in verita' sono
quelli che piu' mi fanno rabbia e che piu' disprezzo per essere contro il loro
popolo in nome di niente altro che della loro ideologia insana e
vigliacca.
Entrare in un ospedale israeliano e' come far parte
di una societa' cosmopolita racchiusa tra quattro mura, ti mettono in un letto e
ti accorgi di avere come vicini di stanza e di sventura le persone piu'
disparate e di ogni colore, alcuni senza la minima idea della lingua ebraica e
tutti trattati allo stesso modo e con la stessa bravura, sia che si tratti di
medici, infermieri o inservienti, oltre che con uno sforzo sovrumano perche' si
sentano capiti e possano farsi capire e allora ecco che il personale parla
ebraico, russo, amarico, arabo, inglese. Ho scoperto infermieri di origine
russa che parlavano aramaico con i malati etiopi e personale medico e
paramedico di evidente origine etiope che parlava russo con i vecchietti che
arrivati in Israele troppo anziani non avevano potuto, o voluto, imparare la
lingua del paese.
Tutti vengono curati e trattati allo stesso modo e
organizzazzioni governative o private ma finanziate anche dallo stato, mandano
negli ospedali o nei centri di riabilitazione persone di madrelingua non ebraica
per intrattenere i malati e rendere meno dure o noiose le loro
giornate.
E' stato per me interessante fare uno studio
sociologico delle varie persone, il malato etiope ha intorno al letto la sua
tribu' personale fatta di molti figli con le loro famiglie, compresi i bambini.
E' tutta un'allegria anche se il luogo e' di dolore, vedi i malati accarezzati,
cullati, amati come bambini. Vedi nipotini che imboccano i nonni, bambini ai
quali nessuno dice di parlare sottovoce perche' in Israele il "sottovoce" non
esiste.
Il malato russo ha in genere uno o due figli
ma c'e' anche chi non ha nessuno che lo vada a trovare e allora e' l'ospedale
che pensa a distrarlo dalla tristezza con giochi, TV nella lingua preferita,
lavori artistici manuali.
Nel mio centro di riabilitazione c'era una ragazza
beduina, Arifa, un giovane bella e gentile diventata subito la mascotte del
reparto. Aveva avuto un'operazione delicatissima di accorciamento di una gamba e
il suo chirurgo, dall'ospedale di Herzelia, le telefonava quasi ogni giorno per
sapere come procedeva la fisioterapia.
Arifa era coccolata da tutti e quando la famiglia
veniva a trovarla era bello vedere donne arabe velate che portavano tanti buoni
dolcetti, chiacchierare con noi ebrei come se fossimo tutti vecchi
amici.
Altro che stato razzista.
Poi c'era Ester, la capoinferniera etiope,
bellissima, che parlava russo e inglese come l'ebraico e la sua lingua
madre, l'amarico.
C'era, tra noi della fisioterapia, una malata
indiana, della tribu' ebraica detta Bene'Israel (figli di Israele). La maggior
parte degli ebrei indiani, di origine molto antica, e' emigrata in Israele pur
non esistendo in India nessuna forma di antisemitismo se non presso le
comunita' islamiche.
Era bello vedere i membri della sua famiglia venire
a trovarla, le donne vestite col Sari, e portarle da mangiare le loro
prelibatezze. Tutto l'ospedale profumava di curry ed era un piacere per gli
occhi e per l'odorato.
Durante la mia degenza abbiamo avuto anche
l'emozione della sirena che annunciava l'arrivo del missile da Gaza.
Nel giro di mezzo secondo, non si sa come, eravamo tutti messi al sicuro, chi
aveva le sue gambe funzionanti ce la faceva da solo, chi era in carrozzella
veniva spinto da medici e infermieri in zone protette. Poi abbiamo sentito il
Bum. Certo e' che se il missile fosse caduto sull'ospedale qualche altro cliente
della fisioterapia lo avrebbe fatto, se non peggio.
I signori nominati qui sopra, i padri e i figli
dell'odio, quelli che io disprezzo con tutta me stessa, vorrebbero che i
lanciatori di missili prendessero il posto di noi ebrei e non ebrei cittadini di
Israele e della nostra democrazia per dare il paese in mano a terroristi e
assassini.
Finito l'allarme. dopo altro mezzo secondo, la vita
era tornata normale, come se niente fosse accaduto e tutti erano tornati ad
occuparsi delle loro faccende.
Ma non e' finita qui, finora tutto potrebbe
sembrare piu' che normale e vi chiederete "ma cosa vuole questa, ci racconta
cose usuali in ogni ospedale del mondo civile". Bene, si, normali, forse, non
so, ma adesso viene il bello perche' adesso devo raccontarvi cosa succede al
momento delle dimissioni del malato dall'ospedale.
Per prima cosa si viene contattati dalle assistenti
sociali che lavorano nella struttura e che chiedono la situazione famigliare,
se un malato vive da solo, se ha aiuto in famiglia, se ha bisogno di aiuto
esterno.
Bene un malato, ogni malato, riceve, nell'ordine:
Una badante per tot ore al giorno almeno per un
mese che puo' essere di piu' se ne avra' bisogno. Dopo il primo mese tre volte
alla settimana.
Un fisioterapista, A CASA, per tre o piu' volte
alla settimana, a seconda del bisogno.
Un esperto di riabilitazione che controlla la
funzionalita' dell'abitazione e che insegna come cavarsela nelle faccende di
casa le piu' elementari, farsi il caffe', aprire il frigorifero, andare a letto,
alzarsi dal letto, andare al gabinetto, farsi o farsi fare la
doccia.
Un medico che viene a fare la prima visita a
casa.
Un infermiere che
viene a controllare le medicine che si prendono.
L'esame del sangue a casa. Visita di una dietologa. Assistenza a domicilio per tre mesi, allungabili se necessario.
Un assistente sociale per spiegare al malato
convalescente quali sono i suoi diritti.
Tutto questo viene dato al malato dalla sua
cassamalati, senza pagare un solo shekel.
Un'altra organizzazione , chiamata Yad Sarah, (La
memoria di Sarah), da al convalescente, gratis, tutto cio' che serve, sedia a
rotelle, girello per camminare, bastoni vari, aggeggi per afferrare le cose da
terra, per infilarsi le calze senza alzare le gambe, per mettersi le scarpe,
persino per grattarsi la schiena.
Questa e' la sanita' israeliana, naturalmente il
tutto condito da serieta' e capacita' professionali mediche
all'avanguardia.
Tutto questo succede, la mia testimonianza e' per
esperienza diretta, in un piccolo e odiato paese che risponde al nome di
Israele, un paese definito "di merda" da un ambasciatore francese, il paese che
gli odiatori chiamano "demoniaco" e che vorrebbero scomparisse dalla carta
geografica del mondo.
Sono orgogliosa di viverci e di far parte di una
grande, variopinta e meravigliosa democrazia.
Deborah Fait www.informazionecorretta.com
| inviato da DEBORAHFAIT il 7/1/2012 alle 8:37 | |
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16 novembre 2011
Lo sapete chi e' Huwaida Arraf?
Lo sapete chi è Huwaida Arraf ?
da Israele, Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta
Data: 16 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Lo sapete chi è Huwaida Arraf?»
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Lo sapete chi è Huwaida Arraf ? di Deborah Fait
  Adam Shapiro con Huwaida Arraf , Freedom Riders
 Rachael Corrie
Lo sapete chi e' Huwaida Arraf? No? Malissimo, malissimo perché è
importante conoscere bene i nomi di chi vuole la distruzione di Israele
e dedica la sua vita a questo scopo. Bene, Huwaida e' la moglie di Adam Shapiro. E allora, chiederete? Non sapete nemmeno chi sia Adam Shapiro? Allora vi racconto una storiella interessante quanto disgustosa: Adam
Shapiro era un ragazzino ebreo che viveva in America, precisamente a
Brooklin N.Y., e faceva il ragazzino ebreo americano, come tanti,
giocava a basket, studiava, poteva diventare un adulto normale. Purtroppo
Adam aveva due genitori, ebrei anch'essi, di estrema sinistra, quella
sinistra antisemita che conosciamo purtroppo molto bene, quella sinistra
che crea mostri anche tra gli ebrei rendendoli odiatori di se stessi . Mamma e Papà Shapiro erano tra quelli, talmente pieni di isterico odio da dichiarare "There
was no one to document what the Nazis did to the Jews -- We are proud
Adam is documenting what the Jews are doing to the poor Palestinians." Mamma
e Papà Shapiro dovettero lasciare New York per non essere presi a calci
da qualche membro della Comunità stufo di sentire due ebrei offendere i
vivi e i morti . Il bravo Adam, dopo essere stato educato da due
genitori del genere, cadde tra le grinfie di Huwaida, studentessa di
legge, cristiana, araba, autoproclamatasi palestinese. Non poteva
andargli peggio di così, l'odio contro il proprio popolo inculcatogli
dai genitori si raffinò, tra le mani esperte di Huwaida, a tal punto da
mettergli nella testolina l'idea che,se Hitler aveva incominciato un
lavoro,lui e la sua bella potevano finirlo e fondarono all'uopo il
famigerato ISM (International Solidarity Movement). Non gli fu certo
difficile trovare adepti, si sa che basta alzare la mano e dire "odio
Israele, odio gli ebrei" per trovarsi circondati da migliaia di
simpatizzanti pronti a seguirti all'inferno pur di cancellare lo stato
ebraico dalla faccia della terra. Bastano quelle poche parole per
diventare eroi, Arrigoni docet, e la coppia Arraf-Shapiro diventò la
guida dei più attivi odiatori di Israele nel mondo. Tra i due la più
instancabile è certamente Huwaida che, come tutte le donne, se ama ama e
se odia odia, senza nessuna remissione, odia Israele e vive per questo.
Il suo scopo ultimo e' vedere Israele nella polvere e gli ebrei in
pasto ai pesci del Mediterraneo. Lui, il povero e confuso Adam, dopo
aver dichiarato di non considerarsi ebreo e di volere la distruzione di
Israele, vive beato all'ombra di tanta moglie e si occupa
dell'organizzazione dell'odio, come indirizzarlo e come trovare adepti,
ogni tanto fa l'attore in spettacoli antisemiti, poi lei parte, lancia
in resta, con megafono e bandiera palestinese, e incita le folle. Ha
creato una base a Ramallah e da là viaggia il mondo in lungo e in largo
per sostenere il terrorismo palestinese, per raccogliere fondi per il
terrorismo, per diffondere odio e spruzzare veleno da tutti i pori. Lei ha appoggiato tutti gli attentati contro Israele. Lei ha organizzato i gruppi di bravi pacifisti, quelli che invocano l'annientamento di Israele per avere la pace nel mondo. Lei collabora con le maggiori organizzazioni antisemite nel mondo. Lei ha organizzato le Freedom Flotilla. Lei definisce "nobili combattenti" gli assassini suicidi che hanno fatto tante stragi in Israele. Lei
si definisce seguace di Ghandi e Martin Luther King, non certo perchè
vuole pace e amore ma per guadagnare consensi nel mondo degli idioti
....piu' si crede che questi attivisti antiisraeliani siano buoni e
pacifici, piu' si riesce a odiare Israele e il diabolico sionismo che
occupa i poveri palestinesi e gli ruba la terra..... Nel 2002 la coppia diabolica e' entrata alla Mukata per dare solidarietà a Arafat. Nel 2008 Huwaida è diventata presidente del Free Gaza Movement. Lei,
Adam e Yasser Arafat avevano persino studiato un piano incredibilmente
diabolico e ancora funzionante, pagare viaggi in Israele a giovani ebrei
americani, portarli nei territori, fargli il lavaggio del cervello e
farli diventare membri dell'ISM. Non vi ricordano le Bestie di Satana nostrane? ..... sorrisi, amicizia, guarda come fa schifo il mondo, noi lo salveremo e poi..... zakkete sei bello e morto. Le
bestie dell'ISM rubano l'anima a giovani e meno giovani, non ebrei ma
meglio se ebrei, la pubblicità è migliore, e finti ebrei, per portarli a
desiderare la fine di Israele, hanno rubato l'anima a Rachel Corrie,
tanto per fare un nome famoso, che per difendere i terroristi di Rafah ,
ci rimise la pelle. Vi ho raccontato tutto questo perchè adesso la
magica Huwaida se ne e' inventata un'altra per fare breccia nei deboli
cervelli di chi odia Israele. Ha vestito i panni della seguace di
Martin Luther King, e' tornata agli anni 60 americani, e' salita su un
autobus israeliano con altri sei e una volta seduti hanno tirato fuori
cartelli con le solite scritte contro l'aparteheid israeliana e la
segregazione razziale esistente in Israele. Perché? Ve lo spiego subito! I
palestinesi della Cisgiordania, non essendo cittadini di Israele e
dedicandosi spesso e volentieri al terrorismo, non possono viaggiare
sugli autobus israeliani e entrare in Israele senza un relativo permesso
che assicuri nessun contatto col terrorismo. Naturalmente
questi sei personaggi in cerca di pubblicità e propaganda, prima di
entrare in azione,hanno chiamato i giornalisti per dire il motivo della
loro azione eroica e perché il mondo fosse testimone del loro arresto da
parte dei crudeli e sadici soldati di Israele. 'We have the right to
reach Jerusalem. Why doesn't a settler need an entry permit? We do not
obey apartheid rules. We're Palestinian, and this is Palestine,' http://www.haaretz.com/print-edition/news/palestinians-embark-on-civil-disobedience-protests-against-demographic-segregation-1.395820 Non
e' molto difficile la prima risposta, i settlers non si fanno saltare
per aria in qualche pizzeria di Gerusalemme o Tel Aviv. La seconda è
ancora più semplice, tanto semplice che la capirebbe anche un bambino:
"questa" non e' Palestina bensì Israele e quando si entra in un paese straniero bisogna avere i documenti a posto. Non
si può pretendere che chi abita in una territorio conteso e in guerra
coi propri vicini, possa entrare senza documenti in un paese di cui non
e' cittadino. Non si può, è follia pura, è fantascienza, ma ho già
letto sui soliti forum di sinistra italiani grande solidarietà con
Huwaida &Co e le solite offese a Israele, schifosissimo stato
sionista peggiore del SudAfrica dell'apartheid. Ho letto titoli del
tipo "L'autobus della libertà civili" e mi chiedo chi, a meno che non
sia in preda a crisi di odio compulsivo, possa aderire a simili
schifosissime porcherie. . La propaganda palestinese sta
raggiungendo la perfezione assoluta. Sono talmente bravi e preparati da
tenere il mondo in mano, tutto funziona a modo loro, tutto si muove a
seconda dei loro ordini, sono maestri di odio e di frottole, sono
professori nell'arte dell'inganno, sono abilissimi ma tutto questo gli
e' enormemente facilitato dall'odio profondo dell'occidente verso gli
ebrei e lo stato ebraico. Raccontare frottole e fare le vittime gli
e' estremamente semplice, come e' stato semplice raccogliere 6 milioni
di ebrei in tutta Europa e portarli a morire facendoli viaggiare in
mezzo a folle che li guardavano indifferenti o che, soddisfatti,
facevano il gesto del coltello che sgozza. Si, e' facile per questi criminali perchè il mondo finge di non sapere che 1. Nessun ebreo può vivere nell'Autorità palestinese. 2. Chiunque trovato a vendere terra agli ebrei viene ucciso senza processo. 3. Gli arabi israeliani hanno tutti i diritti, gli ebrei che sconfinano nei territori vengono linciati e uccisi. e anche se lo sa non gliene potrebbe fregar di meno. Diffamare Israele, delegittimarlo e' lo sport che gli viene meglio. E allora come la mettiamo? Non
la mettiamo amici miei perché questi qua, con la furba Huwaida in
testa, hanno il mondo dalla loro parte, qualsiasi cosa noi si dica cade
nel vuoto e nel sarcasmo. Le sceneggiate e la propaganda di tanti
anni sommate all'ostilità occidentale e alla necessità di farsi amici
gli arabi gli hanno procurato le simpatie del mondo intero. I beoti nostrani, come li chiama Ugo Volli, ci cascano sempre, ben felici di avere un altro motivo per odiare Israele.
http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
| inviato da DEBORAHFAIT il 16/11/2011 alle 11:21 | |
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12 novembre 2011
Carrellata di odio.
di Roberto Fuschi
SAN PIETRO IN LAMA (Lecce) - A San Pietro in Lama nella piazza principale è
comparsa la bandiera della Palestina. L'atto è stato rivendicato dal segretario
del Partito dei Comunisti Italiani - Federazione della Sinistra, Mirko Tondi,
per dare la solidarietà allo stato palestinese in quanto l'UNESCO, organo
dell'ONU per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, ha riconosciuto la Palestina
come uno Stato indipendente. "Da sempre la posizione dei Comunisti Italiani
- dichiara il segretario cittadino Mirko Tondi- è stata favorevole al
riconoscimento della Palestina come stato sovrano e indipendente, e finalmente
dopo anni e anni di abusi, soprusi e violenze attuate dal binomio Israele -
NATO, un organo internazionale così importante come l'UNESCO accoglie al suo
interno lo stato palestinese." La decisione è stata votata a maggioranza
(serviva il consenso di almeno due terzi dell'assemblea, composta sino ad oggi
da 193 membri): favorevoli 107, contrari 14. Mentre la Francia, la Cina, l'India
e insieme alla quasi totalità dei paesi arabi, votavano a favore, l'Italia si è
astenuta. Il "via libera" alla Palestina ha creato una spaccatura con gli Stati
Uniti. Il dipartimento di stato non verserà più 60 milioni di euro all'organismo
dell'Onu. "Atto gravissimo- dichiara il segretario Mirko Tondi -
l'astensionismo italiano al riconoscimento della Palestina che sottolinea ancor
di più il carattere servile con cui si approccia agli USA. Per questo motivo era
doverosa la protesta messa in atto dai Comunisti italiani. Abbiamo deciso di
esibire insieme alla nostra bandiera quella dello stato della Palestina per
ribadire la nostra solidarietà al popolo palestinese e per chiedere ancora una
volta al governo italiano di riconoscere il diritto primario di ogni popolo
all'autodeterminarsi in uno stato libero e indipendente. Nauseati totalmente
dalla gestione della politica estera statunitense, sempre posta con
atteggiamenti neocolonialisti, egemonici ed antidemocratici nei confronti dei
popoli che lottano per la propria autodeterminazione".
(Il Paese
Nuovo, 10 novembre 2011)
COMMENTO DI FULVIO DEL
DEO
Ignoranza atavica,
antigiudaismo cattolico, revanscismo filoborbonico, riscoperta delle "cose belle
di un tempo", negazione della Storia e diffidenza perfino verso la Sicenza fanno
di certi angoli del Sud Italia il
brodo di coltura di un'idiozia perniciosa che si manifesta anche in "scelte"
come quella di cui si parla qui.
Anti-Jewish indoctrination in Spanish public schools
Navarre - The following video is deeply disturbing. Reported in Spain's ECD
Seguridad newspaper, the video portrays two of Spain's apparently famous clowns
visiting a public pre-school in the Basque city of Navarre and then joining with
the toddlers in a local folklore festival.
What is disturbing is that the children are all dressed as Arabs, replete
with gowns, khafiiyehs and in the case of the little girls, hijab scarves.
The children's costumes -as well as many of the adults include as well large
keys that are meant to symbolize Arab ownership of homes in Israel to which they
will return with the destruction of Israel.
The children and the adults join the clowns in singing "Gora Palestine" and
dancing. The wall mural shows Palestine and Israel's security fence depicted as
an apartheid wall. Toy soldiers with helmets depict IDF soldiers and the Arabs
are all the innocent victims.
After they dance and sing for Palestine and against Israel in their
pre-school, the children, clowns and teachers and parents join their neighbors
in a local folklore festival where the Palestinian celebration is seamlessly
melded with the local Basque traditional dancing.
Spain consistently ranks the most antisemitic country in Europe. After
watching this video it is fairly clear that the Spain our children will face
will be even more hateful of Jews. In fact, it may become culturally
indistinguishable from the Muslim world.
http://antisemitism.org.il/article/68182/more-antisemitism-occupy-wall-st-protester-calls-jewish-man-%E2%80%98dumb-motherfuer%E2%80%99
United States / 10-11-2011
More antisemitism at occupy Wall St.: protester calls Jewish man ‘dumb
Motherfu..er’
Since the Occupy protests began,
there has been no shortage of antisemitic sentiment being aired by its
demonstrators across the country. Their messages often revisit the age-old
antisemitic slur likening the Jewish people to money-grubbing “bankers” who are
in complete “control” the country and its finances.
Zombie’s blog now brings us new videos by Urban Infidel and an independent New York blogger depicting
the same kind of bigotry. In the video that follows, an Occupy protester can be
heard disparaging a Jewish man wearing a traditional kippah head-covering — at
one point calling him a “dumb motherf**ker.”
Since the words can be difficult to discern at times, a
partial transcript provided by Urban Infidel follows the video. Caution,
explicit language is used:
Jewish man wearing a
yarmulke: I work 65 hours a week. Protester: You probably live in the
Hamptons ‘n’ some shit. Jewish
man: I live in the Hamptons? I live in Brooklyn…I work 62 hours a week.
Do you work 62 hours? Protester: You know what’s funny? Your
people own schools and fuckin’ government buildings, but your wives are on
welfare. I don’t understand that. I don’t understand that. I met a public
assistance officer. And they were Jewish, but their husbands own fuckin’
everything. Jewish man:
I work 62 hours a week. How many hours a week do you work? Protester: I don’t work. How about them
apples? Jewish man: So
why don’t you get a job? Protester: I don’t need a fuckin’
job. Jewish man: Why
not? Protester: You
don’t need paper! We can grow our own fuckin’ food. We can shoot our own fuckin’
animals. We can do all that shit. We can build our own fuckin’
houses. Jewish man: How
do you get the materials? Protester: We can just take it from the
Earth! You come from the Earth. This comes from the Earth. Everything comes from
the Earth, you dumb motherfucker! Like seriously. Technology comes from the
Earth, protons, neutrons, electrons. Jewish man: Is this a real conversation?
Is this a real conversation? Other OWS protester: He’s making points.
But he’s making points. Jewish
man: What are the points? Protester: I don’t need a point. It
comes from here (indicating the ground). It came from here for free! Why we
gotta pay for it? It’s here for free! Why we gotta pay for it? It’s bullshit.
This is bullshit.
The next video, equally if not more disturbing, depicts
Occupier and anti-Israel protesters actually saying that Israeli’s have “no
heart” because they do not blow themselves up in suicide attacks against the
Palestinians.
Yes, you read that correctly. According to the
protesters, Israelis actually lack “righteousness” because they do not kill
Palestinians in suicide-bombings. Palestinians, on the other hand, are lauded by
the Occupiers for such murderous acts as they purportedly “show love” for their
cause. For clarity, another partial transcript follows the mind-boggling video
below:
Partial transcription (starting at 0:27):
Anti-Israel protester: War — that’s the
only thing you understand. Them people in Palestine, you killing ‘em so
bad that they gotta strap themselves up with bombs, and go take buses into
Israel and blow themselves up and die. Ain’t an Israeli person going into
Palestine, strapping themselves up with a bomb, and killed one Palestinian
person. They gonna shoot them with guns, they gonna shoot them with [fire]. They
ain’t got no heart, because they don’t have no righteousness. There’s no love
for that. You got to really be about what you’re saying to sacrifice your
life.C’mon, don’t tell me that they’re about that. C’mon, man, don’t
talk to me about that, Israel. When you said that, I got to stop you, because
what you’re saying is the lies. Actual lie. They’re not about peace. Israel is
doing the same thing to the Palestinians that the Germans did to the Jews.
Bottom line. They’re doing the same thing to the Palestinians that the Germans
did to them. Anti-Israel
protester #2 (pointing to pro-Israel protester): You don’t want to hear
the truth. You don’t like the truth! Ha ha! Anti-Israel protester: You think we
about lies? You think I came out here on my day off to just hear some lies? I
came out here to bear witness to the truth. You can’t be talking lies in front
of the people. C’mon, man. Talking about ‘Israel is about peace.’ It ain’t about
peace. They’re about destroying people. If they had ovens, they’d put the
Palestinians in ovens. And you know it. Anti-Israel protester #2: That’s why the
Jews come into existence. Anti-Israel protester: Ain’t nothing
about peace when you come to Israel. Israel is totally about war and
destruction. And you know it. … Arabic-speaking man: Can she ask you a
question? She’s a journalist from the Middle East, and we cover these stories
here. Middle-Eastern journalist
woman: [Asks question in Arabic.] Arabic-speaking man: [Translating her
question] Has there [been] anyone that has responded to what you’re calling
for? Anti-Israel
protester: Everybody agrees with what I said. Every word I said,
everybody agrees with it.
http://www.youtube.com/watch?v=OrP_pLDDCuo&feature=player_embedded#!
Venezuela / 08-11-2011
Antisemitism denounced on Venezuelan Television
 Saad
Chedid
B’nai B’rith denounces the unacceptable comments that were made on the
Venezuelan State Television on October 26, in which a guest denied the holocaust
and rejected Zionism.
On the program “Contragolpe” (in English: “Counter Strike” – the name of a
computer action game) the host Vanessa Davies interviewed the Argentinian
professor Saad Chedid who had been reported to having given a lecture titled: “a
Philosophical and Semantic Analysis of the Israeli-Palestinian Conflict”.
When he gave a survey of his lecture Chedid stated, inter alia, that Theodor
Herzl, Father of Zionism, was a sick and paranoid man” and he hinted to a
cooperation between the Nazis and the Jews in creating “the implant” of the
state of Israel.
In referring to the holocaust, Chedid denied it had occurred and said:
“Holocaust is a word that means a total burning of animals – from a pigeon up to
an ox – i.e., there is no such thing as the Jewish holocaust. Jewish ideologues
have this strange ability to conceal things, for instance, Jehovah, which is the
name of the Jewish god, cannot be called by the name…”
“Unfortunately, this type of raw anti-Semitic material can be found regularly
in the Venezuelan media, which is owned by the state. This is in blatant
violation of Venezuelan president Hugo Chaves promise from last year, to limit
such type of rhetoric.” said Allan J. Jacobs, president of International B’nai
B’rith.
“On May 2011, B’nai B’rith passed a decision which calls on President Chaves
to stop immediately the anti-Semitic remarks. We continue to call for
implementing this action right now.”
Chedid continued his statements with respect to a 1907 report that purports
to prove that Britain had planned to establish a state for the Jews more than a
hundred years ago, with the aim of preventing the Arabs from uniting in order to
achieve independence.
“The government provides direct sponsorship for hatred”
“The contents of this program and of other programs in the media, which is
owned by the state, clearly underscore the fact that the Government enables
antisemitism without limitation in Venezuela”, said Daniel S. Mariaschin, vice
president of International B’nai B’rith.
“These things that were said on state-sponsored television clearly lead to
the conclusion that this sarcastic anti-Semitism and these anti-Israeli views
get an approval from the highest levels of the Venezuelan government and they
cannot be ignored. We call on the international community to condemn these
outrageous claims”.
This is not an only case. The Venezuelan public is often exposed to such type
of anti-Jewish and anti-Israeli propaganda. A few months ago, the director of
the Venezuelan national radio, recommended reading the Protocols of the Elders
of Zion” (an antisemitic text that originates in fraud, which describes a Jewish
plan for gaining global control.)
B’nai B’rith stated that the government of Venezuela directly sponsors
antisemitism and hatred, when it enables the media which it controls to bring
such blatant antisemitic materials without any reservation on its part.
International B’nai B’rith has offices in Latin America that will continue
monitoring these developments.
| inviato da DEBORAHFAIT il 12/11/2011 alle 8:10 | |
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9 novembre 2011
La grande mistificazione.
La grande mistificazione
da Israele, Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta
Data: 07 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La grande mistificazione»
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La grande mistificazione di Deborah Fait
  Deborah Fait, Yasser Arafat
Sono un'inguaribile ottimista quindi spero sempre di poter chiarire e
rettificare le tante falsita' su Israele, questa volta pero' sono
un'ottimista molto arrabbiata perche' quel voto dell'Unesco non mi va
ne' su ne' giu'. Come si fa a digerirlo? Come e' possibile metabolizzare
una simile porcheria, un simile ingiuria alla democrazia e al diritto
dei popoli quando si da il riconoscimento di popolo e nazione a un
gruppo di terroristi che da decenni conduce quella che i pacifisti
odiatori di Israele definiscono "lotta di liberazione", ammazzando
donne e bambini in Israele, facendo saltare in aria pizzerie,
ristoranti, cinema, autobus. Come si fa? Come si fa a riconoscere
come nazione un nulla rappresentato per 40 anni da un criminale che ha
mandato i suoi scagnozzi in giro per il mondo ad ammazzare ebrei in nome
della "causa palestinese"? Un criminale che e' riuscito a scatenare
ancora una volta l'odio atavico dell'occidente contro gli ebrei
rendendo credibile la grande bugia che i palestinesi sono vittime ,
vittime innocenti dell'ebreo fra gli stati, il perfido Israele, nazione
di ebrei "che non hanno imparato niente....." . Arafat, grande
terrorista, grande bugiardo, grande attore. Dalla sua mente diabolica
sono uscite tutte le menzogne cui oggi il mondo continua a credere. Era
partito alla lontana, il delinquente, era partito rivolgendo le sue
attenzioni ai cattolici, quindi al Vaticano, ben sapendo essere una
carta vincente e la sua prima bugia e' stata "Gesu' era palestinese, non
ebreo". Io sono nata tantissimi anni fa, ricordo che a scuola, e
parlo delle scuole degli anni 50, si studiava che Gesu' era nato, a
Betlemme, ebreo, si studiava che Gesu' parlava sempre e solo del suo
popolo, il popolo di Israele. Come me, milioni di bambini italiani avranno imparato questa verita'. Eppure
e' bastata la parola di un assassino, di un terrorista per negare
tutto, e, nel momento in cui Arafat fece la sua sparata, nessuno
dubito' e Gesu' divento' di colpo palestinese. Pensate forse che qualcuno avesse tentato un approfondimento cercando di sapere se all'epoca esistevano arabi in Israele? Pensate
forse che qualcuno avesse trovato il coraggio di dire che gli arabi
apparvero nella Terra di Gesu' e degli ebrei, molti secoli dopo la
distruzione di Gerusalemme? Nessuno si proccupo' di sapere e
incominciarono a raffica trasmissioni televisive pronte a dare credito
alla manipolazione storica di Arafat. Ricordo benissimo una trasmissione
del famigerato Santoro, che ospitava settimanalmente una suora laica e
comunistissima che dissertava sulla "palestinita' " di Gesu'. Senza
vergogna. Ne era convinta e ogni settimana, per una ventina di minuti,
faceva il lavaggio del cervello a milioni di italiani. Da quella
prima menzogna le altre manipolazioni e negazioni arrivarono a
carrettate: gli ebrei non hanno nessun legame con Israele, sotto le
moschee non c'era nessun Tempio ebraico e ancora oggi il waqf si
preoccupa di gettare nelle discariche e far scomparire i resti
archeologici dell'antico Tempio ebraico. Le nazioni del mondo, anche
le piu' equilibrate e occidentali, quando arrivano a parlare di
palestinesi, perdono completamente la sanita' mentale e la lucidita'. Tutto quello che vale per i popoli del mondo, non ha senso se si parla di palestinesi. Il
loro nemico si chiama Israele e Israele e' l'ebreo, il sempre odiato
ebreo dell'Inquisizione, dei pogrom, delle persecuzioni, della mancanza
di diritti civili e infine della Shoa'. E' proprio Il nemico ebreo
che li santifica, che li rende speciali, che li nobilita e che induce
l'Occidente a farsi schiavo di questi mistificatori nell' eterna lotta
contro il "giudeo" . Ogni conflitto mondiale, anche se le vittime sono milioni, non ha nessun valore di fronte alla morte di un solo palestinese. La
realta' e' questa signori miei, la realta' e' che i palestinesi sono
necessari, tanto necessari che li hanno inventati per darci il tormento e
per arrivare a una nuova soluzione finale del problema Israele. Come?
Con il terrorismo che devasta anima e corpi, con le guerre dei loro
fratelli arabi, con le minacce di Ahmadinejad che logorano lo spirito
piu' forte, con l'entrata dei profughi in Israele per distruggere il
Paese in men che non si dica. . E veniamo ai profughi perche' l'argomento e' interessante. Chi
poteva essere definito profugo palestinese? Chiunque venisse a lavorare
nella Palestina Britannica, dal 1946 al 1948. Questa gente diventava
profuga in modo automatico. Una permanenza di due anni nella palestina
di allora dava il diritto alla condizione di profugo. Non e'
interessante come pensata? Un genio colui che l'ha inventata, genio da
premio Nobel. Non solo, non ci crederete, ma risulta profugo anche il
miliardario palestinese che risiede a New York e che probabilmente non
e' mai stato in palestina. Il mondo, durante le guerre, e' sempre
strapieno di popolazioni che si spostano ma sono tutti profughi
"normali" che devono portare prove su prove per ricevere gli aiuti
dell'UNHCR e soprattutto viene considerata profuga solo la persona
effettivamente fuggita da un paese in guerra, non i figli, i nonni, i
nipoti i pronipoti. Quando quella persona si insedia e si ambienta in un
altro paese perde immediatamente ogni diritto ad aiuti speciali. Per
i palestinesi non e' cosi', l'UNRWA da decenni cerca di evitare che i
palestinesi si ambientino altrove, li tiene nei campi e li fa
moltiplicare. I rifugiati normali cercano di perdere la definizione
di profugo per iniziare a vivere come le persone del paese che li
ospita. I palestinesi no, loro non vogliono migliorare e, mentre i
rifugiati di altri paesi diminuiscono fino ad arrivare a zero, loro, i
palestinesi, aumentano misteriosamente di anno in anno e i 500/600mila
profughi del 1948 oggi sono molti milioni. Io che sono una persona
normale, con normale intelligenza, mi chiedo" e' possibile che il mondo
non si renda conto di questo grande imbroglio, di questo incredibile
bluff che tiene in scacco tutto il globo terracqueo da piu' di 60
anni?" Possibile, signori miei, che nessuno arrivi a capire che solo i
palestinesi sono profughi per diritto genetico, di padre in figlio, per
generazioni e che non ne rimanga scandalizzato? Infine, e' possibile che questo stato di cose non faccia infuriare le persone civili? In
Europa , dopo la 2 WW vagavano 50 milioni di profughi e oggi , dopo 63
anni non ne esiste nemmeno uno. Se l'ONU e l'occidente avessero usato la
stessa politica di reinserimento anche con gli arabi palestinesi oggi
non esisterebbe il problema e i profughi palestinesi sarebbero
cittadini normali , esattamente come non esistono piu' i rifugiati
ebrei, un milioncino, espulsi dai paesi arabi e subito inseriti nella
societa' israeliana. Questa e' la grande vergogna: aver mantenuto i
palestinesi in quello stato, averli sovvenzionati e portati all'ingrasso
per poterli usare come arma letale contro Israele. I paesi musulmani
si sono sempre rifiutati di accoglierli e se lo hanno fatto si sono
affrettati a rinchiuderli in campi di miseria e violenza dove l'odio
viene nutrito quotidianamente, non l'odio verso gli altri arabi che li
sfruttano per i loro scopi di guerra ma verso gli ebrei, le scimmie e i
maiali ebrei, come insegna il Corano. Per i paesi islamici e la Lega
araba la carta vincente e' troppo appetitosa: pretendere che i
palestinesi ritornino in Israele e non in Palestina. Un modo diabolico
per arrivare alla distruzione dell'odiata patria degli ebrei. Israele e' solo in questa lotta titanica, lo e' sempre stato e lo sara' sempre. Oggi
l'Europa non e' piu' la patria di grandi uomini, di artisti immensi, di
pensatori . Oggi l'Europa e' patria di Auschwitz, di odio, di Sharia. Una povera Europa. Oggi l'Europa e' Eurabia.
http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
| inviato da DEBORAHFAIT il 9/11/2011 alle 7:51 | |
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1 novembre 2011
UNESCO e la vergogna
Unesco: Il commento di Ugo
Volli Una farsa, ma
pericolosissima
Testata: Informazione Corretta Data:
01 novembre 2011 Pagina: 1 Autore: Ugo
Volli Titolo: «Una farsa, ma
pericolosissima»
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Una farsa, ma pericolosissima Il commento di Ugo
Volli

Cari
amici, come dice la sua sigla, l'Unesco dovrebbe occuparsi di educazione,
scienza, cultura e altre nobili cose del genere. Ma, come ha detto ieri
l'ambasciatore israeliano, più che alla scienza sembra interessato alla
fantascienza. Aggiungo io: più che alla cultura all'ignoranza, più che
all'educazione all'indottrinamento. Comunque alla politica, in senso
antidemocratico e antioccidentale. E' una vecchia storia, già Reagan ne fece
uscire gli Stati Uniti vent'anni fa, quando l'agenzia lavorava per organizzare
l'informazione internazionale in senso terzomondista (e da quel progetto sarebbe
poi uscita Al Jazeera). Per quanto riguarda il Medio Oriente è famosa
l'operazione magica dell' Unesco sulla tomba di Rachele, moglie del patriarca
Giacobbe, ininterrottamente frequentata dagli ebrei dai tempi biblici e loro
possesso perenne registrato anche dal governo ottomano e situata fra Betlemme e
Gersualemme, che improvvisamente fu registrata come moschea Bilal ibn Rabah (http://www.zionism-israel.com/dic/Bilal_ibn_Rabah_Mosque.htm,
così chiamata dal nome di un muezzin abissino la cui tomba è a Damasco: http://it.wikipedia.org/wiki/Bilal),
e naturalmente patrimonio culturale "palestinese". Bisogna attendersi che lo
stesso accadrà ora per tutte le testimonianze della storia ebraica, che gli
arabi cercano di negare e se possibile di distruggere. Del resto che l'Unesco
sia nemico dei beni culturali scomodi per il mondo islamico si è visto anche nel
caso dell'Armenia, quando l'agenzia ha avallato la distruzione sistematica delle
tracce cristiane compiute da Turchia e Azerbaigian.
Si potrebbe dunque
considerare la decisione di Parigi un classico caso di lupo messo a guardia
delle pecore, di vandalo nominato custode di museo. Non è un caso che per un
pelo due anni fa non fosse stato eletto direttore dell'Unesco l'allora ministro
della cultura egiziano (oggi indagato per corruzione) che aveva dichiarato che,
se avesse trovato in una biblioteca egiziana un libro ebraico, l'avrebbe
bruciato con le sue mani (http://en.wikipedia.org/wiki/Farouk_Hosny).
Sul
piano culturale, insomma, tutta questa storia è una farsa, una pagliacciata.
L'Unesco non ha mai fatto niente per la cultura e la scienza, è una sede
politica che compie scelte politiche anche quando riconosce questo o quel sito
come "patrimonio dell'umanità". Se uno dovesse preoccuparsi dell'autorità morale
o culturale della banda di burocrati che riceve lauti stipendi dall'agenzia di
Parigi, potrebbe togliersi il pensiero. E del resto è chiaro che il destino dei
monumenti ebraici in Israele si deciderà sul campo, come pure quello
dell'inesistente patrimonio culturale (inesistente ma inventato) di una nazione
inesistente (inesistente ma inventata) come la "Palestina".
Il punto però
è proprio questo, il senso politico di questo gesto. Che va letto come indizio
di orientamenti politici profondi. Il primo è la perfetta irrilevanza cui la
politica di Obama ha confinato l'America. Uno stato che si ritira dappertutto,
che lascia l'Iraq all'espansionismo iraniano, che ritira il suo ambasciatore
dalla Siria non per protesta ma perché non è sicuro della sua incolumità, che
sulla Libia intona l'"armiamoci e partite", che lascia sviluppare all'Iran suo
acerrimo nemico l'armamento nucleare nel bel mezzo della fonte di mezzo petrolio
del mondo non è più un impero, è uno stato perfettamente irrilevante. E non a
caso i suoi migliori alleati, Gran Bretagna in testa, hanno ignorato i suoi
appelli politici, le sue esplicite minacce. E' una Caporetto diplomatica per
l'America, ancor più che per Israele. Speriamo solo che Obama se ne vada presto,
perché anche quando come in questo caso fa la cosa giusta, non è in grado di
sostenerla.
La seconda grande tendenza politica è l'odio per Israele, che
ormai coinvolge non solo i paesi islamici, ma anche tutto il terzo mondo (hanno
votato per la "Palestina", India, Cina, Russia, Brasile, giù giù fino allo Sri
Lanka) e buona parte dell'Europa: non solo i paesi antisemiti come Spagna,
Norvegia, Svezia, Austria, ma anche la Francia e la Gran Bretagna, che hanno
ripreso la tradizionale politica filo-araba, anche se hanno governi di destra.
Con loro anche la Grecia, il Lussemburgo, il Belgio, insomma mezza Europa.
L'Italia è rimasta fra color che son sospesi, e certo è una posizione debole e
del tutto deludente, ma almeno non si è allineata con costoro, ha rifiutato il
vecchio riflesso dei tempi di Moro e La Pira, Andreotti, Craxi e D'Alema.
Il risultato ricorda quello della recente conferenza Durban III: 107
stati hanno votato nel senso di un riconoscimento della "palestina", anche senza
trattative di pace, anche senza il controllo del territorio, anche se la
contiguità col terrorismo è chiarissima, anche se la "palestina" non ha affatto
rinunciato alle pretese sull'intero territorio israeliano. Solo 14 i contrari
(insieme a Israele e Usa anche Germania, Canada,Olnada e pochi altri). Parte di
questi voti, come quello americano e tedesco, erano dovuti, ma non sono vermente
convinti. Gli astenuti sono stati 52. E' un segno chiarissimo. Israele,
bombardato giorno e notte dai terroristi, vittima designata dell'odio atomico
iraniano non ha la solidarietà internazionale. Deve difendersi da sé, cercando
di non dar modo ai suoi nemici di usare l'appoggio del mondo che non
mancherebbe. Siamo di nuovo in una situazione in cui gli ebrei sono colpevoli di
ogni cosa, innanzitutto di esistere e di mantenersi tali. Per la cultura
l'ammissione della "palestina" all'Unesco non vuol dir niente. Per la politica è
allarme rosso.

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Unesco: commenti dagli Usa di Piera
Prister, Maurizio Molinari Obama taglia i
fondi, ma questo risultato è la conseguenza della sua
politica
Testata:Informazione Corretta-La
Stampa Autore: Piera Prister Titolo: «ONU e UNESCO: la
politica di Obama tutta inchini ed aperture mette a repentaglio la sicurezza di
Israele-»
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Il voto dell'Unesco visto dagli Usa. Il commento di Piera Prister e
Maurizio Molinari, oggi, 01/11/2011:
Informazione Corretta-ONU e UNESCO: la politica di Obama tutta
inchini ed aperture mette a repentaglio la sicurezza di Israele
di Piera Prister

Oggi 31 ottobre 2011 la Palestina e’ entrata a far parte dell’Unesco,
l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura:
favorevoli 107 paesi, contrari 14, astenuti 52. La Francia a sorpresa ha votato
a favore, e cosi’ Spagna, Grecia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Russia… L’Italia
non ha votato contro, ma si e’ astenuta. Proprio ora le parole di Victoria
Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano risuonano alle radio e
alle televisioni: REGRETTABLE, PREMATURE AND UNDERMINE OUR SHARED GOAL TO A
COMPREHENSIVE JUST AND LASTING PEACE IN THE MIDDLE EAST. (l’ammissione della
Palestina e’ deplorevole, prematura, e mina il nostro comune allargato obiettivo
per una pace giusta e duratura nel Medio Oriente) E noi aggiungiamo che l’
UNESCO e’ un foro di propaganda anti-israeliana e che Abu Mazen, presidente
portavoce della PA e degno erede di Arafat, non e’ credibile perche’ e’ un
antisemita e un negazionista della Shoah. Cosi’ la Palestina, e’ entrata a far
parte di un’agenzia dell’Onu proprio mentre quei terroristi palestinesi cosi’
amanti della pace, che vengono chiamati dal Corriere con la parola
“combattenti”, il 29 ottobre 2011, hanno di nuovo lanciato da Gaza missili
assassini contro civili in Israele, con un morto e molti feriti, in una guerra
di terrore cui e’ sottoposta senza tregua la nazione ebraica, con la complicita’
della disinformazione e delle carte truccate dei media, a cui ricorre anche il
nostro Corriere della Sera con i suoi giochetti linguistici, dietro cui c’e’ un
uso distorto della semantica dell’eufemismo che serve per disinformare e
ingannare i lettori. Quello che e’ avvenuto oggi all’UNESCO e’ il risultato
della politica anti-israeliana del presidente Obama che ha intimato ad Israele
di ritornare ai confini del ’67, con Gerusalemme divisa in due capitali,
ignorando totalmente che Hamas ed Hezbollah bracci armati dell’Iran mirano alla
sua distruzione e che ci sono due fazioni palestinesi nemiche, Fatah e Hamas. E’
notorio ormai, che sin dall’inizio della sua presidenza il presidente Obama e’
tutto inchini ed overtures verso i nemici di Israele, dimentico delle sue
promesse -da marinaio- quando candidato presidenziale alla Casa Bianca ando’ in
visita in Israele a raccattare voti, e dichiaro’ che si immedesimava negli
Israeliani sottoposti al bombardamento di migliaia di missili e che egli stesso
non avrebbe tollerato di far vivere le sue due figliole, Sacha e Malia in una
casa esposta a tale rischio. Inoltre nel suo recente discorso commemorativo a
Ground Zero, lo smemorato Obama non ha citato Israele fra le nazioni colpite dal
terrorismo. Un’ omissione grave e voluta, “ma Israele non dimentica e non
perdona”! (Shimon Peres). Se oggi la Palestina e’ entrata a far parte
dell’Unesco lo dobbiamo anche alla irresponsabilita’ di Obama. Ma qui negli
Stati Uniti c’e una grande maggioranza di cittadini a favore di Israele e c’e’
un Congresso filo-israeliano risoluto a far sentire la sua voce. Proprio nel
passato mese di settembre, i candidati presidenziali repubblicani alla Casa
Bianca come Rick Perry e Mitt Romney, intellettuali e uomini di cultura hanno
fatto quadrato intorno allo stato ebraico per difenderlo; e John Bolton, ex
ambasciatore americano all’ONU – che nell’anno corrente e’ stato insignito a
N.Y. insieme a Fiamma Nirenstein e Jose’ Aznar del premio internazionale “Amici
di Israele”- ha chiamato a raccolta nel Campus di Touro College, tutti i
difensori d’Israele, dichiarando che bisognava tagliare i fondi all’ONU. Di
conseguenza il Congresso Americano -la cui House of Representatives e’ solo da
un anno a maggioranza repubblicana- in seguito ad una decisione dello scorso 5
ottobre 2011, ha congelato fondi per 200 milioni stanziati per lo sviluppo di
infrastrutture a Gaza, per dissuadere il truffaldino Abu Mazen, alias Mahmoud
Abbas dal cercare il riconoscimento di uno autoproclamato stato palestinese, da
parte dei membri delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro. Anzi la Commissione
per gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti del Congresso oltre a
bloccare 200 millioni di dollari nell’assistenza economica a Gaza ( the
Republican-led Committee in the House, House of Foreign Affairs Committee, put a
hold on $200 million in economic assistance) sta indagando anche sull’uso che le
autorita’ palestinesi fanno del denaro assegnato loro. Ma cio’ non ha dissuaso
il presidente Abu Mazen dall’indirizzare il suo discorso ai membri del Consiglio
dell’ONU e a procedere nel sottoporre la sua richiesta anche al Consiglio di
Sicurezza; e malgrado cio’, oggi, 31 ottobre a Parigi, l’infaticabile
faccendiere ha appena chiesto ai 198 membri dell’Unesco la membership per la
Palestina, che in base allo scrutinio dei voti, a maggioranza ne e’ entrata a
far parte. Gli Stati Uniti hanno votato contro, ma troppo tardi, quando la
politica filoaraba di Obama che non ha mai nascosto la sua mala disposizione
verso Israele, sta producendo i suoi frutti avvelenati. Il congelamento corrente
di 200 milioni di dollari da parte del Congresso e’ propedeutico ad un altro
imminente di 358 milioni di dollari, destinati ai Palestinesi della West Bank e
Gaza. Dal 1994 i Palestinesi hanno ricevuto 3.3 miliardi di dollari in aiuti
dagli Stati Uniti per la loro crescita economica, istruzione, infrastrutture,
strade scuole e acqua potabile. Il Congresso Americano aveva anche
gia’minacciato l’UNESCO che avrebbe ritirato tutti gli aiuti che gli Stati Uniti
devolvono ai paesi membri se si fossero fatti complici di Abu Mazen nel votare a
maggioranza per l’ammissione della Palestina, come poi e’ avvenuto oggi.
Correntemente l’Unesco riceve il 22% dei suoi fondi dagli Stati Uniti. E’ chiaro
che il Congresso Americano sia ormai deciso con la sua determinazione, a
tagliare tutti i fondi e aiuti alla Palestina –to cut off all funding- anche
perche’ Abu Mazen, ringalluzzitosi per il suo successo odierno si ostinera’ a
procedere in solitaria senza considerare le ragioni di Israele a cui non
riconosce nemmeno il diritto all’esistenza. Piera Prister Bracaglia
Morante
La Stampa-Maurizio Molinari: " La risposta americana, stop ai
finanziamenti"

CORRISPONDENTE DA NEW YORK L’ amministrazione Obama
condanna come «controproducente» la decisione dell’Unesco di accettare
l’adesione a pieno titolo dei palestinesi e reagisce tagliandole da subito i
finanziamenti. È Jay Carney, portavoce del presidente Barack Obama, a definire
«riprovevole» e «prematuro» il voto con cui l’Unesco ha accettato fra i suoi
membri lo «Stato di Palestina», spiegando che si tratta di una decisione che
«indebolisce il raggiungimento dell’obiettivo condiviso dalla comunità
internazionale di una pace giusta, lunga e duratura fra Israele e palestinesi»
sulla base degli accordi di pace di Oslo del 1993.
Per scongiurare il via
libera dell’Unesco la diplomazia Usa, assieme ad altri Paesi europei e ad
Israele, aveva tentato di impedire il raggiungimento del quorum ma la doccia
fredda del risultato è arrivata a Washington mentre il presidente Barack Obama
stava ricevendo nello Studio Ovale l’ex premier britannico Tony Blair, inviato
per il Medio Oriente del Quartetto (Usa, Onu, Russia e Ue). Il timore della Casa
Bianca è che «adesso la ripresa del negoziato in Medio Oriente diventi assai più
difficile» anche perché l’Autorità nazionale palestinese (Anp) appare ora
intenzionata ad ottenere simili riconoscimenti da parte di altri organismi
dell’Onu - dall’Agenzia atomica all’Organizzazione mondiale della Sanità fino
alla Conferenza sul Commercio - in una sorta di campagnainternazionale destinata
a spingere il Consiglio di Sicurezza ad accettare la richiesta di adesione entro
fine anno.
La prima contromossa degli Stati Uniti è arrivata dal
Dipartimento di Stato, dove la portavoce Victoria Nuland ha fatto sapere che
«sulla base delle leggi approvate dal Congresso vengono bloccati da subito i
fondi all’Unesco» a cominciare dal versamento di 60 milioni di dollari previsto
in novembre. Finora gli Stati Uniti hanno garantito la copertura del 22 per
cento del bilancio dell’Unesco e ciò significa che dovranno essere interrotti
numerosi programmi ma si tratta di una «scelta inevitabile», come ha spiegato
Nuland, in forza delle leggi approvate nel 1990 e nel 1994 promulgate dai
presidenti George Bush padre e da Bill Clinton - che impediscono il
finanziamento a organismi internazionali che assegnano un pieno riconoscimento
ai palestinesi prima del raggiungimento di un accordo di pace con Israele. Gli
Stati Uniti resteranno tuttavia dentro l’Unesco «per tutelare i propri
interessi».
La repubblicana Ileana Ros-Lehtinen, presidente della
commissione Esteri alla Camera, ha definito il voto dell’Unesco «contrario a
Israele e contrario alla pace» lasciando intendere che il Congresso di
Washington potrebbe reagire votando ulteriori tagli all’elargizione di fondi
americani alle Nazioni Unite «visto che l’offensiva dei palestinesi è destinata
a durare nel tempo». Fra le ipotesi prese in considerazione c’è il blocco totale
dei fondi all’Autorità nazionale palestinese - che riceve 600 milioni di dollari
l’anno e la diminuzione degli aiuti militari ai Paesi che all’Onu voteranno a
favore della piena adesione dei palestinesi.
Per inviare la
propria opinione a IC e la Stampa, cliccare sulle e-mail
sottostanti
Fate sapere almondo cosa succede
veramente da Israele, Deborah
Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 01
novembre 2011 Pagina: 1 Autore: Deborah
Fait Titolo: «Fate sapere almondo cosa succede
veramente»
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Fate sapere almondo cosa succede veramente di Deborah
Fait

E' una desolazione, come ti giri, leggi i giornali, guardi le notizie alla
TV, ti vien voglia di vomitare. In due giorni da Gaza sono piombati piu' di 50
missili Grad su Israele, chi ne da notizia, parla di raid aerei israeliani su
Gaza e solo in seconda battuta accenna ai missili che hanno provocato la
reazione di Israele ma Repubblica fa di piu' e scrive :"ucciso colono ad
Ashkelon". Colono? A Ashkelon? Vi sembra possibile che un giornalista
possa aver scritto una simile bestialita'? ecco, leggete pure, il titolo parla
solo di raid israeliano, non dell' attacco palestinese contro un milione di
israeliani e la perla e' nel sottotitolo , Razzi contro Israele: ucciso un
colono http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/29/news/raid_israeliano_nella_striscia_di_gaza-24090703/ Che
dire? e' una desolazione, un odio senza pari, una mancanza di etica
giornalistica che dovrebbe scandalizzare i piu' e invece passa inosservata
perche' si sa che Israele e' sempre colpevole e che gli israeliani sono tutti
coloni. La citta' di Askelon e' in Israele, fa parte dello stato ebraico,
date un sguardo a una cartina geografica e ditemi se un cittadino israeliano di
Ashkelon puo' essere definito colono, senza contare che il termine, tutto
italiano, e' falso e ridicolo. Queste porcherie possono essere scritte
soltanto se non si riconosce la legittimita' di Israele ad esistere. Quando
e' partito l'attacco da Gaza le sirene di allarme di sono attivate in tutte le
citta' del sud, anche nella mia citta' e, se volete, date un occhiata per capire
dove si trova Rehovot. Sono anch'io una colona secondo Repubblica,senza nessun
diritto, nemmeno quello di poter dormire in pace. Mi fa piacere pubblicare un
pezzo di un amico, Alberto, per dare un'idea, anche minima, di quello che accade
da anni, di come vive un milione di israeliani : negli ultimi 2 giorni da Gaza
sono stati sparati circa 50 missili grad su Ashkelon, Ashdod, Beersheva ecc ecc,
oltre ad un numero imprecisato di colpi di mortaio sui kibbutz di confine, un
israeliano padre di famiglia di 56 anni e' morto, aveva appena fermato l' auto
per mettersi al riparo, ma non ha fatto in tempo a trovarne uno. Altri
israeliani sono rimasti feriti, una neonata e' stata intossicata dal fumo dei
roghi scoppiati a causa dei missili, una decina di auto sono andate a fuoco ed
esplose, abitazioni sono state pesantemente colpite e danneggiate (i missili
grad oltre all' esplosivo hanno anche moltissime biglie di ferro che schizzano
da tutte le parti dopo l' impatto e fanno buchi dappertutto), alcune bombole di
gas non sono miracolosamente esplose, un milione di israeliani e' nei rifugi
dall' altro ieri, le scuole del sud d'Israele sono chiuse, un missile ha colpito
una scuola di Ashdod di sabato, dove avrebbe dovuto esserci una lezione di un
rabbino, ma il bidello era malato quel giorno li' e combinazione la lezione non
si e' tenuta... Ma sui media mondiali si legge che sono morti 9 "poveri"
palestinesi. Nove terroristi della Jihad islamica. Ariel, un cittadino di una
delle citta' colpite lancia un grido di disperazione : Fate sapere al mondo cosa
succede veramente.... Noi lo facciamo, tentiamo di farlo, esistiamo per
questo ma il mondo non sente e se ne frega, completamente assoggettato agli
arabi, innamorato dei palestinesi, questo mondo vuole soltanto che passi l'idea
di Israele persecutore e arabi vittime. Questo mondo, caro Ariel, proprio
ieri ha accolto tra le sue braccia la Palestina diventata a tutti gli effetti
stato membro dell'unesco (scritto rigorosamente minuscolo) per la gioia di tutti
gli odiatori di Israele. Adesso ne vedremo delle belle. L'arroganza
palestinese non avra' piu' limiti, l'auspicato dialogo tra Israele e Abu Mazen
restera' un punto di domanda. Ormai sono anni che i palestinesi si rifiutano di
dialogare con Israele, lo farebbero, secondo il loro presidente negazionista e
compare di Arafat, solo se Israele graziosamente scomparisse. Quali sarebbero le
maggiori pretese palestinesi? 1.Gerusalemme Capitale della palestina col nome
di Al Quds. Ehud Olmert gliel'aveva offerta. Abu Mazen aveva rifiutato.
2.Olmert aveva fatto di piu': la Citta' Vecchia , dove esistono tutti i
luoghi santi ebraici, cristiani e musulmani, sarebbe stata amministrata da un
gruppo di “saggi” di Giordania, Arabia Saudita, governo palestinese, Stati Uniti
e Israele Abu Mazen aveva rifiutato. 3. Accoglienza in Israele di un certo
numero di cosiddetti profughi palestinesi. Abu Mazen aveva rifiutato. Tutto
questo non gli bastava ne' mai bastera' , e' Israele che vuole, non qualche
pezzo di territorio, qualche sinagoga o chiesa da trasformare in moschee. Non
gli interessa, lui e i palestinesi vogliono solo una cosa, insediarsi al posto
di Israele. Adesso, con una bella poltrona in seno all'ONU, si scateneranno
e tutto il mondo vedra' un paese che non c'e', un popolo che, dalla sua
invenzione nel 1967, si e' dedicato solo al terrorismo contro civili, donne e
bambini, dettare condizioni, usare la sua prepotenza e cambiare il nome e la
storia di tutti i luoghi sacri. Finora hanno cambiato il nome, la storia e
l'appartenza dei luoghi santi ebraici : il Kotel ( muro del pianto) luogo sacro
per l'ebraismo mondiale, e' gia' diventato Al-Buraq Wall, la Tomba di Rachele (
da 4000 anni luogo sacro per gli ebrei) e' stata trasformata in moschea e si
chiama Bilal bin Rabah Mosque. La Tomba di Giuseppe, figlio di Giacobbe, e'
stata bruciata varie volte, trasformata in moschea, dopo il rogo di tutti i
libri sacri ebraici. Oggi gli ebrei possono visitarla solo dietro permesso
palestinese e mai singolarmente, pena il linciaggio da parte dei "pacifici"
abitanti di Nablus. Altri luoghi sacri verranno profanati, distrutti, i loro
antichi nomi cambiati, la storia stuprata, tocchera' anche ai luoghi sacri
cristiani e allora forse qualche nazione cha ha votato perche' il "fantasma
palestina" entrasse a far parte dell'ONU, si mangera' le mani. Contro
Israele, l'ebreo del mondo, trova continuita' la millenaria persecuzione degli
ebrei, nell'odio contro Israele si riconoscono tutti i discendenti dei piu'
antichi e recenti odiatori, quelli che entravano con forconi e spade per
sterminare villaggi o quartieri di ebrei, quelli che li mettevano sui roghi se
non si convertivano e anche dopo la conversione forzata, quelli che li mettevano
nei forni in epoca recentissima. Per non provare sensi di colpa, l'occidente
ha trasformato Israele da vittima degli arabi , della loro violenza, del loro
negazionismo, in persecutore. Guerre per l'annientamento, terrorismo,
missili, tragedie che Israele vive dal giorno della sua fondazione, tutto viene
giustificato in nome dell'odio che questo mio paese martoriato suscita
nell'animo occidentale. Dopo 63 anni, ancora si parla di Terrasanta e non di
Israele. Ancora non se ne riconosce la Capitale. Ancora si parla di
illegittimita' di vivere nel nostro Paese. Ancora i piu' moderati tra i nostri
odiatori dicono la frase terribile "Israele ha il diritto di esistere". Ancora
odio e negazionismo. A questo si contrappone l'abbraccio incondizionato del
mondo ai nostri persecutori. Il grido disperato di Ariel " Fate sapere al mondo
cosa succede veramente.... " Cade tristemnente nel vuoto. Il mondo ci ha
marchiati a fuoco ancora una volta e sta tentando di cancellare la nostra storia
per accontentare i suoi padroni. Se cancelli e trasformi la Storia, cancelli il
popolo che l'ha vissuta. Questo e' l'obiettivo dei palestinesi e della Lega
Araba e a questo si sono inginocchiati servilmente i paesi europei che hanno
votato perche' una non nazione diventasse stato membro di un'organizzazione
internazionale. Deborah Fait
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| inviato da DEBORAHFAIT il 1/11/2011 alle 18:54 | |
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31 ottobre 2011
Raffica di razzi contro Israele.
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Raffica di razzi da Gaza contro Israele: un morto ad Ashkelon. Ma per Repubblica la notizia è un’altra….
Gerusalemme, 30 Ottobre 2011 - Raffica di quasi 30 razzi Qassam e Grad e obici di mortaio palestinesi, ieri, dalla Striscia di Gaza contro Israele, in particolare su Gan Yavne, Ashkelon e Ashdod. Ucciso un 56enne israeliano ad Ashkelon (Ami Moshe), una ventina le persone che hanno dovuto essere ricoverate. Ingenti danni. Rivendicazione della Jihad Islamica palestinese. Stato di massima allerta e scuole chiuse in un raggio di 40 km dal confine con Gaza.
Reazione delle Forze di Difesa israeliane contro basi dei terroristi e cellule di lanciatori di razzi. Un’altra decina di ordigni palestinesi sparati nella notte e domenica mattina (ma per la Repubblica la notizia è solo questa…che pena l’informazione italiana!)
Ricordiamo che nella serata di mercoledì tre razzi Grad lanciati dalla Striscia di Gaza contro Israele si sono abbattuti su un terreno non edificato vicino ad Ashdod. Secondo fonti israeliane, potrebbe trattarsi di razzi saccheggiati di recente da arsenali libici. Dopo i razzi lanciati dai palestinesi, aerei israeliani hanno colpito nella notte tre postazioni terroristiche nel centro della striscia di Gaza e un deposito di munizioni nel sud della striscia. Secondo fonti palestinesi, non ci sarebbero vittime.
(Fonte: Israele.net)
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| inviato da DEBORAHFAIT il 31/10/2011 alle 7:46 | |
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