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22 gennaio 2012

15 uomini a Wannsee, 70 anni fa.

15 uomini a Wannsee, 70 anni fa
Il commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 gennaio 2012
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «15 uomini a Wannsee, 70 anni fa»

15 uomini a Wannsee, 70 anni fa
di Deborah Fait

a destra la salla della villa di Wannsee

Tempisti come il demonio, alcuni malati di mente hanno pubblicato in un sito dal nome Olotruffa( Olacausto-truffa), la pubblicita' di una friggitrice modello BELZEC , marchio Auschwitz. Belzec fu il primo tra i campi di sterminio creati dai nazisti e reso operativo dal 1942. Secondo gli storici il numero degli ebrei bruciati a Belzec si aggira tra i 500.000 e i 700.000, si conoscono solo due superstiti Rudolf Reder e Chaim Herszman e forse per questo motivo il campo e' poco conosciuto nonostante l'enorme numero di vittime.
Questi criminali delinquenti della friggitrice evidentemente lo conoscevano, gentaglia del genere si informa, amici miei, per loro leggere di ebrei morti ammazzati e' un godimento unico, ieri come oggi. Si esaltano.
Non e' facile scrivere della Shoa', non e' facile perche' le parole sono povere e squallide a fronte di un argomento cosi' tremendo, unico, spaventoso, tanto spaventoso da rasentare l'impossibile umano e da qui nasce il negazionismo, quell'ideologia schifosa che, alimentata dall'odio, nega lo sterminio degli ebrei o lo banalizza paragonandolo ad altri genocidi commessi dalla belva uomo.
Vi sono anche altri criminali che paragonano la guerra di difesa di Israele contro i palestinesi alla Shoa'. Ogni palestinese che muore li fa gridare al genocidio.
Sono criminali, delinquenti, gente senza coscienza e senza cuore. Settanta anni fa, in una bella palazzina confiscata a una famiglia di ebrei, quindici ufficiali nazisti si riunirono, il 20 gennanio 1942, per decidere la "soluzione finale del problema ebraico".
Inizio' cosi', a Wannsee, un sobborgo di Berlino, l'idea dello sterminio totale degli ebrei d'Europa. Quindici persone, quindici uomini, belve feroci, dal sangue freddo come il ghiaccio decisero della morte di milioni di ebrei e lo fecero con un'intelligenza talmente diabolica da portarsi dietro tutta l'Europa, complice, e in tutto il continente ebbe inizio la caccia.
All'inizio non vi fu violenza ma preparazione alla violenza finale, si incomincio' alimentando l'odio di cui i popoli europei erano facile preda dopo millenni di demonizzazione dei giudei e 400 anni di Inquisizione spagnola.
Si alimento' la discriminazione, il desiderio di arianizzazione, gli ebrei fuori dalle scuole dagli uffici, dalle universita', dovevano essere isolati per poterli poi portare , tra l'indifferenza generale, o in molto casi, tra il giubilo della gente, verso i campi della morte sui famosi treni da dove spuntavano le mani, da dove cadevano bigliettini di saluto , di disperazione, a volte cadevano bambini gettati fuori dai carri bestiame dalle madri nella speranza di salvarli.
L'Europa dalle fauci sporche di bava e di sangue dava la caccia ai suoi cittadini ebrei, senza pieta', senza ripensamenti, senza il dubbio, senza il minimo dubbio, senza un perche'.
E gli ebrei morirono, a milioni, un milione e mezzo solo di bambini, morirono nel gas, nelle fosse comuni, bruciati vivi nelle sinagoghe, di fame, di freddo e di malattie.
Mio zio non credeva, chi conosce Trieste sa dove si trova il caffe' Stella Polare, era la' a bere il suo caffe' quando entrarono due delle Gestapo, da là in Risiera e poi a Auschwitz a morire col gas. Era vecchio, vestiva sempre di lino bianco come si era abituato in Grecia, non hanno avuto pietà e come lui altri parenti e amici,
Sei milioni.
Sei milioni.
Sei milioni.
Sei milioni.
Sei milioni.
Sei milioni.
Finita la guerra i superstiti usciti dai campi incominciarono a vagare per l'Europa e allora furono dichiarati "illegali". Avevavo avuto l'ardire di sopravvivere e nessun paese li voleva.
Quelli che tentavano di scappare verso il pre-Israele venivano fermati dagli inglesi e portati in altri campi di concentramento.
Alla fine fu fondata Israele, la nostra Terra che li accolse e dove incominciarono a vivere come esseri umani ma per breve tempo perche' era in agguato un'altra belva, quella araba che , alleata dei nazisti, voleva risolvere anche in Palestina il problema ebraico.
E fu guerra.
600.000 ebrei sopravvissuti, con poche armi ma colla forza della disperazione, vinsero quella guerra e costruirono il Paese.
Oggi Israele esiste ma la belva araba non ha rinunciato alla voglia di distruggerlo e di gettare gli ebrei a mare. Settant' anni fa 15 persone decisero lo sterminio piu' spaventoso della storia dell'uomo, oggi milioni di ebrei sono qui, hanno creato uno dei paesi piu' belli e piu' civili del mondo, lavorano e combattono per poter continuare a vivere nonostante l'odio eterno che li circonda.
Auschwitz e' là, a memoria, ogni centimetro di quella terra e' piena di sangue, l'aria racconta i pianti dei bambini e la disperazione degli adulti. I venti hanno disperso in tutta Europa la cenere che usciva dai camini, l'Europa dello sterminio, l'Europa che oggi vorrebbe la distruzione di Israele non solo per odio antico ma per debolezza e servilismo.
"Non ho fatto niente di male, perche' non dovrei andare a bere un caffe?" diceva mio zio Elio.
Anna Frank , nel suo Diario, scriveva di avere fiducia nella bonta' degli uomini. Un milione e mezzo di bambini sta ancora gridando laggiu' dai cieli d'Europa: "volevamo diventare grandi". Li sentite? Gridano, volevano vivere, non avevano fatto niente, erano solo bambini ebrei. Perche' li hanno ammazzati? Non esiste risposta.
Israele invece esiste e il Popolo di Israele vive. Ricordatelo sempre!




permalink | inviato da DEBORAHFAIT il 22/1/2012 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 gennaio 2012

La carta vincente: Diffamare Israele

Diffamare Israele, ecco il modo migliore per ottenere notorietà
analisi di Angelo Pezzana

Testata: Shalom
Data: 17 gennaio 2012
Pagina: 24
Autore: Angelo Pezzana
Titolo: «La diffamazione? Il miglior modo per rendersi famosi»

Riportiamo da SHALOM di gennaio, a pag. 24, l'articolo di Angelo Pezzana dal titolo " La diffamazione? Il miglior modo per rendersi famosi ".


Angelo Pezzana, Shlomo Sand, Sarah Schulman

Nella sua visione geniale del mondo contemporaneo, Andy Warhol aveva pronosticato che tutti gli esseri umani avevano diritto ad avere almeno 15 minuti di fama. La previsione non si è,ovviamente, avverata per tutti, ma il criterio è entrato a far parte della storia dei diritti da acquisire dagli abitanti del pianeta. Un diritto per la più parte a livello inconscio, ma pronto a materializzarsi se giustamente  stimolato. E a realizzarsi non solo per 15 minuti, spesso in maniera tale da trasportare esistenze sconosciute alla ribalta della notorietà, non escluso il contorno di un buon ritorno economico. La cosa non è automatica, non basta volerlo, perché il sogno si realizzi, ci sono però delle regole che, se seguite attentamente, possono rappresentare la spinta al grande salto. Ma c’è una premessa, essenziale. Bisogna odiare Israele. Se poi si è anche ebrei o israeliani, è il massimo, le porte si aprono e il gioco è fatto. Come dimostra il passaggio dalla totale anonimità alla fama di Shlomo Sand e Sarah Schulman, professore di storia contemporanea all’università di Tel Aviv il primo, autrice di alcuni testi teatrali mai rappresentati,femminista lesbica, la seconda.

Cominciamo con il primo. In Israele vi sono migliaia di professori universitari, che esercitano la loro professione con impegno, come tante altre categorie, vivendo normali vite, tra alti e bassi, onori e doveri, ma quasi sempre nel solito tran tran quotidiano. Alcuni hanno scritto libri di storia, altri collaborano a giornali con articoli, ma anche lì distinguersi non è facile. Ci voleva il lampo geniale di Sand per salire in un colpo solo in cima alla vetta della fama, un solo libro, ma quale titolo, quale contenuto. In poche parole ecco il concetto che al furbo Shlomo è venuto in mente: il popolo ebraico non è mai esistito. Al solo sentire una simile idiozia, uno salta sulla sedia, poi si mette a ridere e chiede chi sia mai l’ignorante che l’ha inventata. Ignorante lo sarà sicuramente, insegnare storia contemporanea all’università non è una assicurazione né sulla cultura né sull’onestà, potremmo citare esempi notori di casi simili nelle nostre università. Ma se Sand ignorante non è, furbo sicuramente sì. Il libro è stato infatti acquistato  in 22 (ventidue) paesi – tra i quali il nostro – tradotto e pubblicato, procurando all’autore fama e denaro, più altri benefit, come inviti a discuterne il contenuto. In Italia è stato ospite in alcuni Festival Storia etichettabili nella categoria ‘ Israele sotto attacco’, nei quali il godimento dei partecipanti-odiatori era garantito. Presenti per sentire Israele sotto accusa, cosa poteva esserci di meglio se l’accusatore non solo era israeliano, ma uno la cui tesi segava alle radici la ‘pretesa’ dello Stato ebraico di esistere. Sand ha avuto l’onere di due pagine sul Corriere della Sera, Paolo Mieli, presidente della Rizzoli (l’editore di Sand) l’ha presentato come se fosse un libro serio di uno storico serio che presentava una analisi storica seria. Cosa si può volere di più ?

Veniamo alla seconda, Sarah Schulman, autrice teatrale, impegnata nel movimento femminista lesbico americano. Schulman, chi ? si diceva prima che il 22 novembre scorso il New York Times non le pubblicasse un articolo nel quale accusava Israele di cercare una facile pubblicità nel presentarsi come un paese dove i diritti umani e civili degli omosessuali sono tra i più avanzati al mondo. Non potendoli negare, perché sono sotto agli occhi di tutti, la Schulman ha cercato di delegittimarli, di sporcarli, attribuendoli ad una iniziativa del Ministero del Turismo per promuovere una immagine pulita di Israele, in pratica per presentare una faccia rispettabile che nascondesse il vero, grande crimine che Israele commette ogni giorno, l’oppressione dei palestinesi. Quell’articolo ha fatto il giro del mondo, è uscito su Le Monde, sul Guardian, in Italia l’ha ripreso subito la Repubblica, per cui gran parte dell’opinione pubblica internazionale è convinta – l’ha scritto il New York Times !- del contrario della verità. In tutto il mondo musulmano-arabo i gay sono perseguitati, fino alla perdita della vita, succede anche nei territori palestinesi governati dal ‘moderato’ Abu Mazen, Israele è la meta per chi cerca di fuggire verso la democrazia, la libertà. Ma Schulman ignora quel che avviene nel mondo musulmano, non perché non ne sia informata, ma più semplicemente perché lo scrivono già in tanti, la sua sarebbe un’opinione in più, come tante altre. Che Israele nasconda i suoi ‘crimini’ contro i palestinesi dietro una facciata pro-gay, invece, è una menzogna talmente grande che nessuno fino ad oggi gli era venuto in mente di scriverla. Ci ha pensato lei, e con successo pare. E’lesbica, è ebrea, è americana, gli ingredienti sono perfetti. Aspettiamoci tra poco un libro, Rizzoli si prenoti, anche nel nostro paese ci sono gay politicizzati che si abbeverano alla fonte delle menzogne su Israele. Mancava il collegamento alle politiche del mondo gay. Bene, adesso abbiamo anche quelle.

Essere ingannati e compiacersene non è poi così inusuale, a volte succede senza che uno se ne renda conto, talmente forte è il potere delle ideologie, eppure un rimedio c’è, un biglietto aereo per l’aeroporto di Tel Aviv e guardare Israele con i propri occhi, il modo migliore per disarmare i Sand e le Schulman, tanto la fama l’hanno già raggiunta, che almeno perdano i discepoli.

Per inviare la propria opinione a Shalom, cliccare sull'e-mail sottostante


feedback@shalom.it




permalink | inviato da DEBORAHFAIT il 17/1/2012 alle 11:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 gennaio 2012

Dare la cittadinanza al nemico?


Si e' alzato il solito polverone dopo che l'Alta Corte di Gerusalemme ha deciso di negare la cittadinanza israeliana ai palestinesi sposati a israeliani.
Ho come un'eco nelle orecchie, le solite accuse di razzismo, discriminazione, apartheid and so on!
Vediamo di fare i puntini sulle i. I palestinesi sono sempre stati liberi di venire a vivere in Israele, dopo Oslo, piu' di 130.000 di essi, sposati a arabi israeliani hanno ottenuto la cittadinanza rendendo felice Arafat che non si stancava di dire che Israele sara' sconfitto dalle pance delle donne arabe.  Nonostante questa minaccia i governi israeliani che si sono succeduti hanno sempre rispettato, in nome della democrazia (che quando e' esagerata diventa un'arma pericolosa), questa tolleranza nei confronti del nemico.
Il risultato e' stato avere nel paese una quinta colonna di cittadini pronti a tradire il paese, a dare asilo ai terroristi venuti da fuori, a farsi terroristi essi stessi. Dal 2001 al 2010 decine di palestinesi con carta d'identita' israeliana grazie a un matrimonio, sono stati coinvolti in atti di terrorismo e,probabilmente,  atroci attentati non sarebbero potuti accadere senza la connivenza di qualche arabo con documenti israeliani.
Premesso questo,  non e' detto che tutti i palestinesi sposati a israeliani siano terroristi ma fanno comunque parte di un popolo nemico di Israele, di un popolo che vive un conflitto da decenni e che considera gli israeliani figli del demonio e usurpatori. Il pericolo quindi e' enorme e credo che nessun paese al mondo potrebbe dare la cittadinanza al nemico senza essere considerato, perlomeno, "ingenuo" o, per dirla papale papale, idiota!
Quale e' quel paese tanto allocco da rischiare di scomparire grazie a leggi democratiche nei confronti di un popolo non democratico e pieno di odio?
Israele, direte voi!
Bene, diciamo allora grazie alla Corte Suprema che ha salvato il paese dall'ipocrisia suicida delle sinistre.
 
Al pericolo del terrorismo dobbiamo aggiungere la capacita' dei palestinesi di procreare e diventare in pochi anni la maggioranza del paese mandando al diavolo ogni diritto degli ebrei di avere una patria e ogni parvenza di democrazia.
Israele non solo ha il diritto ma ha l'obbligo di proteggere se stesso e i propri cittadini.
Paesi occidentali, paesi che sono in pace, che non hanno nessuno che ne dichiari l'illegittimita' di esistere, nessuno che urli che americani, francesi, italiani, svizzeri debbano morire; paesi occidentali che non sono in guerra hanno delle leggi che li proteggono da un'invasione di stranieri.
In Italia si sta discutendo se dare la cittadinanza ai figli di stranieri.
Dicono, forse a 18 anni.....se nati in Italia....ma che generosita'...
Eppure l'Italia non e' in guerra.
 
In USA la Corte Suprema nega il visto di ingresso a chi ha figli illegittimi con cittadini americani.
La Nuova Zelanda non fa entrare chi ha problemi di salute, compresa l'obesita', perche' andrebbe a pesare sul bilancio statale.
La nuova Zelanda non e' in guerra con nessuno. Nemmeno con gli obesi che non si augurano la fine della Nuova Zelanda!
 
L'Olanda non accetta chi non parla olandese.
Nemmeno l'Olanda e' in guerra e nessuno si augura di vederla scomparire!
.
La maggior parte dei paesi occidentali, dunque,  semplicemente non riconosce il diritto agli stranieri di formare una famiglia.  
Israele in guerra, a differenza degli altri paesi che sono in pace, dovrebbe darsi la zappa sui piedi e aprire il paese a milioni di arabi?
Israele e' o non e' in guerra coi palestinesi?
Una guerra che non vede una fine.
Israele e' stato di guerra anche con la maggior parte dei paesi arabi, soprattutto adesso, dopo "L'inverno arabo", quello che gli ingenui, gli ipocriti, chiamano "primavera",  anche i paesi "amici" come Egitto e Giordania, hanno fatto marcia indietro e i Fratelli Musulmani impazzano dovunque con le loro idee fanatiche e estremiste.
Israele, creato per dare una casa al popolo ebraico, sta tentando ancora di integrare il 20% di cittadini arabi che spesso non hanno nessun rispetto per le istituzioni e le leggi della democrazia.
Potrei citare molti casi di tradimento, tanto per stare alla Knesset, l'ultimo eclatante e' quello della deputata araba Zoabi, stipendiata colle nostre tasse,  salita sulla Flotilla in evidente contrasto con la legge dello stato che proibisce ai membri del Parlamento di avere contatti con i nemici della Nazione.
Per non parlare delle varie spie arabo/israeliane a hezbollah e Iran.
Gli arabi israeliani, dunque, sono il 20% della popolazione, a questi aggiungiamo  250.000 lavoratori stranieri che poi vogliono restare perche' qui lavorano e mangiano e vivono in liberta'.
Non dimentichiamo i rifugiati dal Sudan e Eritrea che , scappando dall'Egitto dove li ammazzano, entrano in Israele a 2000 unita' al mese.
Israele non puo' correre il pericolo di vedere vanificato il suo sforzo sionista dando la cittadinanza a persone che , per la maggioranza, sono ostili sia agli ebrei che agli israeliani e al sogno di Israele.
Israele da asilo a chi puo', fino al momento in cui tutti hanno casa e lavoro ma la cittadinanza no, democrazia non significa idiozia!
Deve esserci un equilibrio tra il dare asilo e lavoro agli stranieri e il mantenere l'integrita' e la sicurezza dell' unico paese che gli ebrei hanno al mondo.
"Non abbiamo un'altra Terra" , dice la canzone "Ein li Erez Acheret" e vogliamo tenercela stretta, bella com'e'   nostra, ebraica e democratica!
 
Deborah Fait




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8 gennaio 2012

Holywar, Pallavidini, ovvero la vergogna

Holywar, Pallavidini, la vergogna
Il commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 07 gennaio 2012
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Holywar, Pallavidini, la vergogna»

Holywar, Pallavidini, la vergogna
di Deborah Fait

Beh, che dire, amici. Vedere il poster di Holywar dove le foto dei membri dello staff di IC sono coperte dal numero 666, leggere che siamo mafia, nazisti, schiavi di satana e che vogliamo la distruzione della chiesa cattolica, ha provocato in me una grande repulsione verso chi ha la perfidia e l'ignoranza di usare simili metodi goebbelsiani per attaccare gli ebrei, siano essi sionisti o meno.
Sappiamo che il sito di holywar e' da anni impegnato in questo genere di propaganda e non si puo' non notare come il tempo che passa non riesca ad offuscare il loro odio antisemita, anzi lo rafforzi.
Quasi in contemporanea e' uscita la notizia che il prof. Pallavidini, anzi leviamogli il titolo di professore e chiamiamolo semplicemente Pallavidini, anzi scriviamolo anche minuscolo, pallavidini, ha dichiarato che gli piacerebbe molto fare una strage in sinagoga e in un'intervista al TG1 ha aggiunto che Israele commette genocidio nei confronti degli arabi!
Dunque, amici? Cosa si puo' capire da queste porcherie e dalle esternazioni di queste menti criminali? Non molto se non il solito ritornello "gli ebrei vanno ammazzati, ce lo ha insegnato Hitler che ammazzarli non e' reato (come da slogan spesso ripetuto), Israele , paese degli ebrei, e' il demonio, un demonio che vuole distruggere il mondo arabo e poi, naturalmente, quello cristiano".
Ma tu guarda, sono millenni che gli antigiudei prima, poi gli antisemiti e infine gli antisionisti ci propinano queste solfe eppure gli ebrei, a differenza di tanti altri popoli che nessuno condanna, ancora non hanno commesso genocidi, non hanno mai voluto conquistare niente e nessuno e non hanno mai imposto la loro Fede a chicchessia.
Allora come giustificano i loro deliri questi neonazisti? Gli ebrei, nella storia moderna, hanno preso il fucile in mano solo per difendere il proprio paese. Eppure sono loro ad essere condannati e minacciati, odiati e ammazzati nonostante tutto. Che nome si potrebbe dare a tutto questo accanimento? Pazzia? fanghiglia putrescente? malattia mentale ereditaria?
Credo tutte queste cose insieme. Gli autori di quel poster, il pallavidini e tanti altri, mica sono i soli, hanno migliaia di seguaci, soffrono di tutte queste patologie congenite nel loro animo, se mai ne posseggono uno. Le minacce non mi spaventano ne' spaventano gli amici di ic, anzi ci rendono piu' forti e aumentano la nostra voglia di lottare per la verita' e per la giustizia.
Quelli che ci odiano invece devono stare molto male, poveracci, devono stare di un male cane, credo che sputino fiele al solo nominare ebrei e Israele e si sa che il fiele non ha un buon sapore. Quante volte ho scritto "annegatevi nel vostro odio" ma non succede mai, anzi il male genera male e la nostra esperienza ci dice che chi odia il popolo ebraico si nutre sempre di piu' di questo sentimento, si autogenera, si autoimmunizza da ogni possibilita' di far entrare nel suo cervello un minimo di raziocinio.
Ci odiano e basta, non importa quello che fanno gli ebrei. Odio e' odio, non ha una spiegazione. Ha mai avuto una spiegazione la Shoa'? Hanno mai avuto una spiegazione I pogrom che l'hanno preceduta e purtroppo anche seguita? No, nessuna spiegazione se non l'ereditarieta' di un sentimento di distruzione nei nostri confronti. Certo c'e' chi urlera' scandalizzato "L'odio non e' genetico!", lo so anch'io che l'odio non e' genetico, mica serve essere filosofi o scienziati ma allora qualcuno mi spieghi per piacere come e' possibile che l'antiebraismo duri nei secoli e con la stessa identica violenza.
Come e' possibile che il popolo che non ha mai voluto conquistare nemmeno una casetta dell'Europa che lo ospitava, che , al contrario, ha dato al mondo che lo perseguitava i risultati di studi non indifferenti a tutti i livelli, sia da sempre tanto detestato? Non e' che siamo semplicemente antipatici, no, magari! Ci vogliono proprio morti!
Me lo spiegate, voi che dite che l'odio non e' ereditario? Faro' un esempio banalissimo. Si e' scritto molto e sempre male, sul problema degli ultraortodossi in Israele. Senza nemmeno pensarci su c'e' chi ha paragonato Israele all'Iran e recentemente Manila Alfano, sul Giornale, anche all'Afghanistan. Ogni volta a me vengono attacchi di fegato per la gran rabbia. E' vero che in Israele, come in ogni parte del mondo, esistono i fanatici religiosi, e' vero che uno di loro ha sputato a una bambina di otto anni perche' vestita immodestamente, secondo il suo cervello bacato, e' vero che sui loro autobus pretendono che le donne siedano separate dagli uomini. E' tutto vero!
Ma chi sono questi pazzi? Sono una minima parte, condannata da tutti, di un gruppo molto religioso, i famosi haredim. Bene, questi heredim sono degnissime persone, sono molto religiosi, ma degnissime persone che hanno preso le distanze dai fanatici delinquenti che interpretano la religione a modo loro, facendosi leggi proprie che nulla hanno a che vedere con la Tora' e la Halacha'.
E diro' di piu', per anni i haredim sono stati provocati da giovinastri dell'ultrasinistra antiebraica e filoaraba che ogni venerdi pomeriggio andavano colle moto e le macchine a fare gimkane nei quartieri dove si pregava, strombazzando coi clakson e urlando. Alla fine un gruppo meno tranquillo degli haredim si e' rotto le scatole e ha incominciato a ribellarsi in un crescendo di fanatismi da opporre al fanatismo antireligioso delle ultrasinistre.
Sono , ripeto, un gruppo minuscolo, sono casi isolati. Il Governo e il Popolo di Israele si ribellano a questo tipo di comportamenti e Il paese intero e' insorto contro di loro.
I media israeliani sono sepolti da valanghe di lettere di religiosi veri che dicono "noi non siamo cosi', quelli sono delinquenti, sono hulligans". E da hulligans vanno trattati. Sono da condannare quelli, io li chiamo idioti imbevuti di fanatismo, che hanno messo le stelle gialle ai loro bambini. Giusto, condanniamoli! E' stata un offesa ai nostri morti nella Shoa'.
Ma io condanno anche quegli altri idioti, quelli che ogni venerdi' vanno a Bi'ilin o in altri villaggi arabi a lanciare sassi e molotov contro i nostri soldati e gli urlano "Nazisti". Questa non e' un'offesa alla Shoa'?
Giustizia e equita', questo conta nella vita, come nella politica. Detto questo rimando al mittente degli autori del poster di holywar e di pallavidini ogni loro augurio , qualunque esso sia, e consiglio loro una bella lavata generale perche' la sporcizia a lungo andare fa anche male alla pelle.

Deborah Fait


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90




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7 gennaio 2012

Come funziona la sanita' in Israele.

Ammalarsi non e' certo una benedizione, amici cari. Andare all'ospedale lo e' ancora meno, naturalmente.
Andare all'ospedale in Israele puo' diventare, tuttavia,  un'esperienza interessante sotto tutti i punti di vista e puo' essere, anzi e', lo specchio della civilta' di un paese.
Nel mio caso si e' aperto un mondo nuovo e inaspettato per la sua perfezione, ho scoperto una volta di piu' di vivere in un paese eccezionale, abitato da persone eccezionali che coniugano leggi dello stato democratico con vera e sincera convinzione,   con una professionalita' e un' umanita' disarmanti.
Mi spiace dirlo ma, abituata alla sanita' italiana degli anni 90, ho vissuto questo periodo come in un sogno, meravigliandomi di ogni particolare, dandomi ogni tanto pizzicotti per accertarmi di non sognare,di non essere nella perfetta Scandinavia ma in un piccolo paese del Medio oriente, odiato da tanti, in guerra con i propri vicini da decenni e colpito dal terrorismo da sempre.
Tragedie  vissute da un intero popolo che tuttavia non hanno intaccato la funzionalita' del sistema e non ne hanno distrutto i valori.
Stavo vivendo questa esperienza in Israele, non in Svezia o in Norvegia e adesso ve la voglio raccontare alla faccia di tutti quei detrattori, padri e figli dell'odio, che fanno passare Israele per uno stato non democratico, demoniaco che puo' solo scomparire dalla faccia della terra per far posto alla civilta' araba che ammazza, tortura, stupra, e fa rivoluzioni "primaverili" per ammazzare meglio e di piu'.
Voglio dare questa testimonianza alla faccia loro, dei vari Moni Ovadia, Daniel Baremboim, Ilan Pappe, Chomski e tutti quei piccoli e grandi vigliacchi che seguono le orme dell'odio antiisraeliano dei personaggi famosi per sentirsi piu' importanti. Vi chiederete perche' ho citato  solo nomi di ebrei con tutti gli odiatori che ci sono in giro, beh, in verita'  sono quelli che piu' mi fanno rabbia e che piu' disprezzo per essere contro il loro popolo in nome di niente altro che della loro ideologia insana e vigliacca.
Entrare in un ospedale israeliano e' come far parte di una societa' cosmopolita racchiusa tra quattro mura, ti mettono in un letto e ti accorgi di avere come vicini di stanza e di sventura le persone piu' disparate e di ogni colore, alcuni senza la minima idea della lingua ebraica e tutti trattati allo stesso modo e con la stessa bravura, sia che si tratti di medici, infermieri o inservienti, oltre che con uno sforzo sovrumano perche' si sentano capiti e possano farsi capire e allora ecco che il personale parla ebraico, russo, amarico, arabo, inglese. Ho scoperto infermieri di origine russa che parlavano aramaico con i malati etiopi e personale medico e paramedico di evidente origine etiope che parlava russo con i vecchietti che arrivati in Israele troppo anziani non avevano potuto, o voluto, imparare la lingua del paese.
Tutti vengono curati e trattati allo stesso modo e organizzazzioni governative o private ma finanziate anche dallo stato, mandano negli ospedali o nei centri di riabilitazione persone di madrelingua non ebraica per intrattenere i malati e rendere meno dure o noiose le loro giornate.
E' stato per me interessante fare uno studio sociologico delle varie persone, il malato etiope ha intorno al letto la sua tribu' personale fatta di molti figli con le loro famiglie, compresi i bambini. E' tutta un'allegria anche se il luogo e' di dolore, vedi i malati accarezzati, cullati, amati come bambini. Vedi nipotini che imboccano i nonni, bambini ai quali nessuno dice di parlare sottovoce perche' in Israele il "sottovoce" non esiste. 
Il malato russo ha in genere uno o due figli ma c'e' anche chi non ha nessuno che lo vada a trovare  e allora e' l'ospedale che pensa a distrarlo dalla tristezza con giochi, TV nella lingua preferita, lavori artistici manuali.
Nel mio centro di riabilitazione c'era una ragazza beduina, Arifa, un giovane bella e gentile diventata subito la mascotte del reparto. Aveva avuto un'operazione delicatissima di accorciamento di una gamba e il suo chirurgo, dall'ospedale di Herzelia, le telefonava quasi ogni giorno per sapere come procedeva la fisioterapia.
Arifa era coccolata da tutti e quando la famiglia veniva a trovarla era bello vedere donne arabe velate che portavano tanti buoni dolcetti, chiacchierare con noi ebrei come se fossimo tutti vecchi amici.
Altro che stato razzista.
Poi c'era Ester, la capoinferniera etiope, bellissima, che parlava russo e inglese come l'ebraico e la sua lingua madre, l'amarico.
C'era, tra noi della fisioterapia, una malata indiana, della tribu' ebraica detta Bene'Israel (figli di Israele). La maggior parte degli ebrei indiani, di origine molto antica, e' emigrata in Israele pur non esistendo in India nessuna forma di antisemitismo se  non presso le comunita' islamiche.
Era bello vedere i membri della sua famiglia venire a trovarla, le donne vestite col Sari, e portarle da mangiare le loro prelibatezze. Tutto l'ospedale profumava di curry ed era un piacere per gli occhi e per l'odorato.
Durante la mia degenza abbiamo avuto anche l'emozione della sirena che annunciava l'arrivo del missile da Gaza. Nel giro di mezzo secondo, non si sa come, eravamo tutti messi al sicuro, chi aveva le sue gambe funzionanti ce la faceva da solo, chi era in carrozzella veniva spinto da medici e infermieri in zone protette. Poi abbiamo sentito il Bum. Certo e' che se il missile fosse caduto sull'ospedale qualche altro cliente della fisioterapia lo avrebbe fatto, se non peggio.
I signori nominati qui sopra, i padri e i figli dell'odio, quelli che io disprezzo con tutta me stessa, vorrebbero che i lanciatori di missili prendessero il posto di noi ebrei e non ebrei cittadini di Israele e della nostra democrazia per dare il paese in mano a terroristi e assassini.
Finito l'allarme. dopo altro mezzo secondo, la vita era tornata normale, come se niente fosse accaduto e tutti erano tornati ad occuparsi delle loro faccende.   
Ma non e' finita qui, finora tutto potrebbe sembrare piu' che normale e vi chiederete "ma cosa vuole questa, ci racconta cose usuali in ogni ospedale del mondo civile". Bene, si, normali, forse, non so, ma adesso viene il bello perche' adesso devo raccontarvi cosa succede al momento delle dimissioni del malato dall'ospedale.
Per prima cosa si viene contattati dalle assistenti sociali che  lavorano nella struttura  e che chiedono la situazione famigliare, se un malato vive da solo, se ha aiuto in famiglia, se ha bisogno di aiuto esterno.
Bene un malato, ogni malato,  riceve, nell'ordine:
Una badante per tot ore al giorno almeno per un mese che puo' essere di piu' se ne avra' bisogno. Dopo il primo mese tre volte alla settimana.
Un fisioterapista, A CASA,  per tre o piu' volte alla settimana, a seconda del bisogno.  
Un esperto di riabilitazione che controlla la funzionalita' dell'abitazione e che insegna come cavarsela nelle faccende di casa le piu' elementari, farsi il caffe', aprire il frigorifero, andare a letto, alzarsi dal letto, andare al gabinetto, farsi o farsi fare la doccia.
Un medico che viene a fare la prima visita a casa.
Un infermiere che viene a controllare le medicine che si prendono.
L'esame del sangue a casa.
Visita di una dietologa.
Assistenza a domicilio per tre mesi, allungabili se necessario.
Un  assistente sociale per spiegare al malato convalescente quali sono i suoi diritti.
Tutto questo viene dato al malato dalla sua cassamalati, senza pagare un solo shekel.
Un'altra organizzazione , chiamata Yad Sarah, (La memoria di Sarah), da al convalescente, gratis, tutto cio' che serve, sedia a rotelle, girello per camminare, bastoni vari, aggeggi per afferrare le cose da terra, per infilarsi le calze senza alzare le gambe, per mettersi le scarpe, persino per grattarsi la schiena.
Questa e' la sanita' israeliana, naturalmente il tutto condito da serieta' e capacita' professionali mediche all'avanguardia.
Tutto questo succede,  la mia testimonianza e' per esperienza diretta, in un piccolo e odiato paese che risponde al nome di Israele, un paese definito "di merda" da un ambasciatore francese, il paese che gli odiatori chiamano "demoniaco" e che vorrebbero scomparisse dalla carta geografica del mondo.
Sono orgogliosa di viverci e di far parte di una grande,  variopinta e meravigliosa democrazia.
 
Deborah Fait
www.informazionecorretta.com
 




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16 novembre 2011

Lo sapete chi e' Huwaida Arraf?

Lo sapete chi è Huwaida Arraf ?
da Israele, Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 16 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Lo sapete chi è Huwaida Arraf?»

Lo sapete chi è Huwaida Arraf ?
di Deborah Fait


Adam Shapiro con Huwaida Arraf , Freedom Riders


Rachael Corrie

Lo sapete chi e' Huwaida Arraf? No?
Malissimo, malissimo perché è importante conoscere bene i nomi di chi vuole la distruzione di Israele e dedica la sua vita a questo scopo.
Bene, Huwaida e' la moglie di Adam Shapiro.
E allora, chiederete?
Non sapete nemmeno chi sia Adam Shapiro?
Allora vi racconto una storiella interessante quanto disgustosa:
Adam Shapiro era un ragazzino ebreo che viveva in America, precisamente a Brooklin N.Y., e faceva il ragazzino  ebreo americano, come tanti, giocava a basket, studiava, poteva diventare un adulto normale.
Purtroppo Adam aveva due genitori, ebrei anch'essi, di estrema sinistra, quella sinistra antisemita che conosciamo purtroppo molto bene, quella sinistra che crea mostri anche tra gli ebrei rendendoli odiatori di se stessi .
Mamma e Papà Shapiro erano tra quelli, talmente pieni di isterico odio da dichiarare
"There was no one to document what the Nazis did to the Jews -- We are proud Adam is documenting what the Jews are doing to the poor Palestinians." 
Mamma e Papà Shapiro dovettero lasciare New York per non essere presi a calci da  qualche membro della Comunità stufo di sentire due ebrei offendere i vivi e i morti .
Il bravo Adam, dopo essere stato educato da due genitori del genere, cadde tra le grinfie di Huwaida, studentessa di legge, cristiana, araba, autoproclamatasi palestinese.
Non poteva andargli peggio di così, l'odio contro il proprio popolo inculcatogli dai genitori si raffinò, tra le mani esperte di Huwaida, a tal punto da mettergli nella testolina l'idea che,se Hitler aveva incominciato un lavoro,lui e la sua bella potevano finirlo e fondarono all'uopo  il famigerato ISM (International Solidarity Movement).
Non gli fu certo difficile trovare adepti, si sa che basta alzare la mano e dire "odio Israele, odio gli ebrei" per trovarsi circondati da migliaia di simpatizzanti pronti a seguirti all'inferno pur di cancellare lo stato ebraico dalla faccia della terra.
Bastano quelle poche parole per diventare eroi, Arrigoni docet, e la coppia Arraf-Shapiro diventò la guida dei più attivi odiatori di Israele nel mondo.
Tra i due la più  instancabile è certamente Huwaida che, come tutte le donne, se ama ama e se odia odia, senza nessuna remissione, odia Israele e vive per questo. Il suo scopo ultimo e' vedere Israele nella polvere e gli ebrei in pasto ai pesci del Mediterraneo.
Lui, il povero e confuso Adam, dopo aver dichiarato  di non considerarsi ebreo e di volere la distruzione di Israele, vive beato all'ombra di tanta moglie e si occupa dell'organizzazione dell'odio, come indirizzarlo e come trovare adepti, ogni tanto fa l'attore in spettacoli antisemiti, poi lei  parte, lancia in resta, con megafono e bandiera palestinese, e incita le folle.
Ha creato una base a Ramallah e da là viaggia il mondo in lungo e in largo per sostenere il terrorismo palestinese, per raccogliere fondi per il terrorismo, per diffondere odio e spruzzare veleno da tutti i pori.
Lei ha appoggiato tutti gli attentati contro Israele.
Lei ha organizzato i gruppi di bravi pacifisti, quelli che invocano l'annientamento di Israele per avere la pace nel mondo.
Lei collabora con le maggiori organizzazioni antisemite nel mondo.
Lei ha organizzato le Freedom Flotilla.
Lei definisce "nobili combattenti" gli assassini suicidi che hanno fatto tante stragi in Israele.
Lei si definisce seguace di Ghandi e Martin Luther King, non certo perchè vuole pace e amore ma per guadagnare consensi nel mondo degli idioti ....piu' si crede che questi attivisti antiisraeliani siano buoni e pacifici, piu' si riesce a odiare Israele e il diabolico sionismo che occupa i poveri palestinesi e gli ruba la terra.....
Nel 2002 la coppia diabolica e' entrata alla Mukata per dare solidarietà a Arafat.
Nel 2008 Huwaida è diventata presidente del  Free Gaza Movement.
Lei, Adam e Yasser Arafat avevano persino studiato un piano incredibilmente diabolico e ancora funzionante, pagare viaggi in Israele a giovani ebrei americani, portarli nei territori, fargli il lavaggio del cervello e farli diventare membri dell'ISM.
Non vi ricordano le Bestie di Satana nostrane?
..... sorrisi, amicizia, guarda come fa schifo il mondo, noi lo salveremo e poi.....
zakkete sei bello e morto.
Le bestie dell'ISM rubano l'anima a giovani e meno giovani, non ebrei ma meglio se ebrei, la pubblicità  è migliore, e finti ebrei, per portarli a desiderare la fine di Israele, hanno rubato l'anima a Rachel Corrie, tanto per fare un nome famoso, che per difendere i terroristi di Rafah , ci rimise la pelle.
Vi ho raccontato tutto questo perchè adesso la magica Huwaida se ne e' inventata un'altra per fare breccia nei deboli cervelli di chi odia Israele.
Ha vestito i panni della seguace di Martin Luther King, e' tornata agli anni 60 americani, e' salita su un autobus israeliano con altri sei e una volta seduti hanno tirato fuori cartelli con le solite scritte contro l'aparteheid israeliana e la segregazione razziale esistente in Israele.
Perché?
Ve lo spiego subito!
I palestinesi della Cisgiordania, non essendo cittadini di Israele e dedicandosi spesso e volentieri al terrorismo, non possono viaggiare sugli autobus israeliani e entrare in Israele senza un relativo permesso che assicuri nessun contatto col terrorismo.
 
Naturalmente questi sei personaggi in cerca di pubblicità e propaganda, prima di entrare in azione,hanno chiamato i giornalisti per dire il motivo della loro azione eroica e perché il mondo fosse testimone del loro arresto da parte dei crudeli e sadici soldati di Israele.
'We have the right to reach Jerusalem. Why doesn't a settler need an entry permit? We do not obey apartheid rules. We're Palestinian, and this is Palestine,'
http://www.haaretz.com/print-edition/news/palestinians-embark-on-civil-disobedience-protests-against-demographic-segregation-1.395820
 
Non e' molto difficile la prima risposta, i settlers non si fanno saltare per aria in qualche pizzeria di Gerusalemme o Tel Aviv.
La seconda è ancora più semplice, tanto semplice che la capirebbe anche un bambino:  "questa" non e' Palestina bensì Israele e quando si
entra in un paese straniero bisogna avere i documenti a posto.
Non si può pretendere che chi abita in una territorio conteso e in guerra coi propri vicini, possa entrare senza documenti in un paese di cui non e' cittadino.
Non si può, è follia pura, è fantascienza, ma ho già letto sui soliti forum di sinistra italiani grande solidarietà con Huwaida &Co  e  le solite offese a Israele, schifosissimo stato sionista peggiore del SudAfrica dell'apartheid.
Ho letto titoli del tipo "L'autobus della libertà civili" e mi chiedo chi, a meno che non sia in preda a crisi di odio compulsivo, possa aderire a simili schifosissime porcherie.
.
La propaganda palestinese sta raggiungendo la perfezione assoluta. Sono talmente bravi e preparati da tenere il mondo in mano, tutto funziona a modo loro, tutto si muove a seconda dei loro ordini, sono maestri di odio e di frottole, sono professori nell'arte dell'inganno, sono abilissimi ma tutto questo gli e' enormemente facilitato dall'odio profondo dell'occidente verso gli ebrei e lo stato ebraico.
Raccontare frottole e fare le vittime gli e' estremamente semplice, come e' stato semplice raccogliere 6 milioni di ebrei in tutta Europa e portarli a morire facendoli viaggiare in mezzo a folle che li guardavano indifferenti o che, soddisfatti, facevano il gesto del coltello che sgozza.
 
Si, e' facile per questi criminali  perchè il mondo finge di non sapere che
1. Nessun ebreo può vivere nell'Autorità palestinese.
2. Chiunque trovato a vendere terra agli ebrei viene ucciso senza processo.
3. Gli arabi israeliani hanno tutti i diritti, gli ebrei che sconfinano  nei territori vengono linciati e uccisi.
e anche se lo sa non gliene potrebbe fregar di meno.
Diffamare Israele, delegittimarlo e' lo sport che gli viene meglio.
E allora come la mettiamo?
Non la mettiamo amici miei perché questi qua, con la furba Huwaida in testa, hanno il mondo dalla loro parte, qualsiasi cosa noi si dica cade nel vuoto e nel sarcasmo.
Le sceneggiate e la propaganda di tanti anni sommate all'ostilità occidentale e alla necessità di farsi amici gli arabi gli hanno procurato le simpatie del mondo intero.
I beoti nostrani, come li chiama Ugo Volli, ci cascano sempre, ben felici di avere un altro motivo per odiare Israele.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90




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12 novembre 2011

Carrellata di odio.

di Roberto Fuschi
  
SAN PIETRO IN LAMA (Lecce) - A San Pietro in Lama nella piazza principale è comparsa la bandiera della Palestina. L'atto è stato rivendicato dal segretario del Partito dei Comunisti Italiani - Federazione della Sinistra, Mirko Tondi, per dare la solidarietà allo stato palestinese in quanto l'UNESCO, organo dell'ONU per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, ha riconosciuto la Palestina come uno Stato indipendente.
"Da sempre la posizione dei Comunisti Italiani - dichiara il segretario cittadino Mirko Tondi- è stata favorevole al riconoscimento della Palestina come stato sovrano e indipendente, e finalmente dopo anni e anni di abusi, soprusi e violenze attuate dal binomio Israele - NATO, un organo internazionale così importante come l'UNESCO accoglie al suo interno lo stato palestinese."
La decisione è stata votata a maggioranza (serviva il consenso di almeno due terzi dell'assemblea, composta sino ad oggi da 193 membri): favorevoli 107, contrari 14. Mentre la Francia, la Cina, l'India e insieme alla quasi totalità dei paesi arabi, votavano a favore, l'Italia si è astenuta. Il "via libera" alla Palestina ha creato una spaccatura con gli Stati Uniti. Il dipartimento di stato non verserà più 60 milioni di euro all'organismo dell'Onu.
"Atto gravissimo- dichiara il segretario Mirko Tondi - l'astensionismo italiano al riconoscimento della Palestina che sottolinea ancor di più il carattere servile con cui si approccia agli USA. Per questo motivo era doverosa la protesta messa in atto dai Comunisti italiani. Abbiamo deciso di esibire insieme alla nostra bandiera quella dello stato della Palestina per ribadire la nostra solidarietà al popolo palestinese e per chiedere ancora una volta al governo italiano di riconoscere il diritto primario di ogni popolo all'autodeterminarsi in uno stato libero e indipendente. Nauseati totalmente dalla gestione della politica estera statunitense, sempre posta con atteggiamenti neocolonialisti, egemonici ed antidemocratici nei confronti dei popoli che lottano per la propria autodeterminazione".

(Il Paese Nuovo, 10 novembre 2011)

 

COMMENTO DI FULVIO DEL DEO
 
Ignoranza atavica, antigiudaismo cattolico, revanscismo filoborbonico, riscoperta delle "cose belle di un tempo", negazione della Storia e diffidenza perfino verso la Sicenza fanno di certi angoli del Sud Italia il brodo di coltura di un'idiozia perniciosa che si manifesta anche in "scelte" come quella di cui si parla qui.
 
 
 
 

Anti-Jewish indoctrination in Spanish public schools

Navarre - The following video is deeply disturbing. Reported in Spain's ECD Seguridad newspaper, the video portrays two of Spain's apparently famous clowns visiting a public pre-school in the Basque city of Navarre and then joining with the toddlers in a local folklore festival.

 

What is disturbing is that the children are all dressed as Arabs, replete with gowns, khafiiyehs and in the case of the little girls, hijab scarves.

 

The children's costumes -as well as many of the adults include as well large keys that are meant to symbolize Arab ownership of homes in Israel to which they will return with the destruction of Israel.

 

The children and the adults join the clowns in singing "Gora Palestine" and dancing. The wall mural shows Palestine and Israel's security fence depicted as an apartheid wall. Toy soldiers with helmets depict IDF soldiers and the Arabs are all the innocent victims.

 

After they dance and sing for Palestine and against Israel in their pre-school, the children, clowns and teachers and parents join their neighbors in a local folklore festival where the Palestinian celebration is seamlessly melded with the local Basque traditional dancing. 

 

Spain consistently ranks the most antisemitic country in Europe. After watching this video it is fairly clear that the Spain our children will face will be even more hateful of Jews. In fact, it may become culturally indistinguishable from the Muslim world.

 

 

http://antisemitism.org.il/article/68182/more-antisemitism-occupy-wall-st-protester-calls-jewish-man-%E2%80%98dumb-motherfuer%E2%80%99

United States / 10-11-2011

More antisemitism at occupy Wall St.: protester calls Jewish man ‘dumb Motherfu..er’

Since the Occupy protests began, there has been no shortage of antisemitic sentiment being aired by its demonstrators across the country. Their messages often revisit the age-old antisemitic slur likening the Jewish people to money-grubbing “bankers” who are in complete “control” the country and its finances.


Zombie’s blog now brings us new videos by Urban Infidel and an independent New York blogger depicting the same kind of bigotry. In the video that follows, an Occupy protester can be heard disparaging a Jewish man wearing a traditional kippah head-covering — at one point calling him a “dumb motherf**ker.”


Since the words can be difficult to discern at times, a partial transcript provided by Urban Infidel follows the video. Caution, explicit language is used:


Jewish man wearing a yarmulke: I work 65 hours a week.
Protester: You probably live in the Hamptons ‘n’ some shit.
Jewish man: I live in the Hamptons? I live in Brooklyn…I work 62 hours a week. Do you work 62 hours?
Protester: You know what’s funny? Your people own schools and fuckin’ government buildings, but your wives are on welfare. I don’t understand that. I don’t understand that. I met a public assistance officer. And they were Jewish, but their husbands own fuckin’ everything.
Jewish man: I work 62 hours a week. How many hours a week do you work?
Protester: I don’t work. How about them apples?
Jewish man: So why don’t you get a job?
Protester: I don’t need a fuckin’ job.
Jewish man: Why not?
Protester: You don’t need paper! We can grow our own fuckin’ food. We can shoot our own fuckin’ animals. We can do all that shit. We can build our own fuckin’ houses.
Jewish man: How do you get the materials?
Protester: We can just take it from the Earth! You come from the Earth. This comes from the Earth. Everything comes from the Earth, you dumb motherfucker! Like seriously. Technology comes from the Earth, protons, neutrons, electrons.
Jewish man: Is this a real conversation? Is this a real conversation?
Other OWS protester: He’s making points. But he’s making points.
Jewish man: What are the points?
Protester: I don’t need a point. It comes from here (indicating the ground). It came from here for free! Why we gotta pay for it? It’s here for free! Why we gotta pay for it? It’s bullshit. This is bullshit.

 

The next video, equally if not more disturbing, depicts Occupier and anti-Israel protesters actually saying that Israeli’s have “no heart” because they do not blow themselves up in suicide attacks against the Palestinians.


Yes, you read that correctly. According to the protesters, Israelis actually lack “righteousness”  because they do not kill Palestinians in suicide-bombings. Palestinians, on the other hand, are lauded by the Occupiers for such murderous acts as they purportedly “show love” for their cause. For clarity, another partial transcript follows the mind-boggling video below:

Partial transcription (starting at 0:27):

Anti-Israel protester: War — that’s the only thing you understand. Them people in Palestine, you killing ‘em so bad that they gotta strap themselves up with bombs, and go take buses into Israel and blow themselves up and die. Ain’t an Israeli person going into Palestine, strapping themselves up with a bomb, and killed one Palestinian person. They gonna shoot them with guns, they gonna shoot them with [fire]. They ain’t got no heart, because they don’t have no righteousness. There’s no love for that. You got to really be about what you’re saying to sacrifice your life.C’mon, don’t tell me that they’re about that. C’mon, man, don’t talk to me about that, Israel. When you said that, I got to stop you, because what you’re saying is the lies. Actual lie. They’re not about peace. Israel is doing the same thing to the Palestinians that the Germans did to the Jews. Bottom line. They’re doing the same thing to the Palestinians that the Germans did to them.
Anti-Israel protester #2 (pointing to pro-Israel protester): You don’t want to hear the truth. You don’t like the truth! Ha ha!
Anti-Israel protester: You think we about lies? You think I came out here on my day off to just hear some lies? I came out here to bear witness to the truth. You can’t be talking lies in front of the people. C’mon, man. Talking about ‘Israel is about peace.’ It ain’t about peace. They’re about destroying people. If they had ovens, they’d put the Palestinians in ovens. And you know it.
Anti-Israel protester #2: That’s why the Jews come into existence.
Anti-Israel protester: Ain’t nothing about peace when you come to Israel. Israel is totally about war and destruction. And you know it. …
Arabic-speaking man: Can she ask you a question? She’s a journalist from the Middle East, and we cover these stories here.
Middle-Eastern journalist woman: [Asks question in Arabic.]
Arabic-speaking man: [Translating her question] Has there [been] anyone that has responded to what you’re calling for?
Anti-Israel protester: Everybody agrees with what I said. Every word I said, everybody agrees with it.

http://www.youtube.com/watch?v=OrP_pLDDCuo&feature=player_embedded#!

 

 

Venezuela / 08-11-2011

Antisemitism denounced on Venezuelan Television

Saad ChedidSaad Chedid

B’nai B’rith denounces the unacceptable comments that were made on the Venezuelan State Television on October 26, in which a guest denied the holocaust and rejected Zionism.

On the program “Contragolpe” (in English: “Counter Strike” – the name of a computer action game) the host Vanessa Davies interviewed the Argentinian professor Saad Chedid who had been reported to having given a lecture titled: “a Philosophical and Semantic Analysis of the Israeli-Palestinian Conflict”.

When he gave a survey of his lecture Chedid stated, inter alia, that Theodor Herzl, Father of Zionism, was a sick and paranoid man” and he hinted to a cooperation between the Nazis and the Jews in creating “the implant” of the state of Israel.

In referring to the holocaust, Chedid denied it had occurred and said: “Holocaust is a word that means a total burning of animals – from a pigeon up to an ox – i.e., there is no such thing as the Jewish holocaust. Jewish ideologues have this strange ability to conceal things, for instance, Jehovah, which is the name of the Jewish god, cannot be called by the name…”

“Unfortunately, this type of raw anti-Semitic material can be found regularly in the Venezuelan media, which is owned by the state. This is in blatant violation of Venezuelan president Hugo Chaves promise from last year, to limit such type of rhetoric.” said Allan J. Jacobs, president of International B’nai B’rith.

“On May 2011, B’nai B’rith passed a decision which calls on President Chaves to stop immediately the anti-Semitic remarks. We continue to call for implementing this action right now.”

Chedid continued his statements with respect to a 1907 report that purports to prove that Britain had planned to establish a state for the Jews more than a hundred years ago, with the aim of preventing the Arabs from uniting in order to achieve independence.

 

The government provides direct sponsorship for hatred

“The contents of this program and of other programs in the media, which is owned by the state, clearly underscore the fact that the Government enables antisemitism without limitation in Venezuela”, said Daniel S. Mariaschin, vice president of International B’nai B’rith.

 

“These things that were said on state-sponsored television clearly lead to the conclusion that this sarcastic anti-Semitism and these anti-Israeli views get an approval from the highest levels of the Venezuelan government and they cannot be ignored. We call on the international community to condemn these outrageous claims”.

 

This is not an only case. The Venezuelan public is often exposed to such type of anti-Jewish and anti-Israeli propaganda. A few months ago, the director of the Venezuelan national radio, recommended reading the Protocols of the Elders of Zion” (an antisemitic text that originates in fraud, which describes a Jewish plan for gaining global control.)

 

B’nai B’rith stated that the government of Venezuela directly sponsors antisemitism and hatred, when it enables the media which it controls to bring such blatant antisemitic materials without any reservation on its part.

 

International B’nai B’rith has offices in Latin America that will continue monitoring these developments.




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9 novembre 2011

La grande mistificazione.


La grande mistificazione
da Israele, Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 07 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La grande mistificazione»

La grande mistificazione
di Deborah Fait


Deborah Fait, Yasser Arafat

Sono un'inguaribile ottimista quindi spero sempre di poter chiarire  e rettificare le tante falsita' su Israele, questa volta pero' sono un'ottimista molto arrabbiata perche' quel voto dell'Unesco non mi va ne' su ne' giu'. Come si fa a digerirlo? Come e' possibile metabolizzare una simile porcheria, un simile ingiuria alla democrazia e al diritto dei popoli quando si da il riconoscimento di popolo e nazione a un gruppo di terroristi che da decenni conduce quella che i pacifisti odiatori di Israele definiscono "lotta di liberazione", ammazzando  donne e bambini in Israele, facendo saltare in aria  pizzerie, ristoranti, cinema, autobus.
Come si fa?
Come si fa a riconoscere come nazione un nulla rappresentato per 40 anni da un criminale che ha mandato i suoi scagnozzi in giro per il mondo ad ammazzare ebrei in nome della "causa palestinese"? Un criminale che e' riuscito a scatenare ancora una volta  l'odio atavico dell'occidente contro gli ebrei  rendendo credibile la grande bugia che i palestinesi sono vittime , vittime innocenti dell'ebreo fra gli stati, il perfido Israele, nazione di ebrei "che non hanno imparato niente....." .
Arafat, grande terrorista, grande bugiardo, grande attore. Dalla sua mente diabolica sono uscite tutte le menzogne cui oggi il mondo continua a credere.
Era partito alla lontana, il delinquente, era partito rivolgendo le sue attenzioni ai cattolici, quindi al Vaticano, ben sapendo essere una carta vincente e la sua prima bugia e' stata "Gesu' era palestinese, non ebreo".
Io sono nata tantissimi anni fa, ricordo che a scuola, e parlo delle scuole degli anni 50, si studiava che Gesu' era nato, a Betlemme, ebreo, si studiava che Gesu' parlava sempre e solo del suo popolo, il popolo di Israele.
Come me, milioni di bambini italiani avranno imparato questa verita'.
Eppure e' bastata la parola di un assassino, di un terrorista per negare tutto, e,  nel momento in cui Arafat fece la sua sparata, nessuno dubito' e Gesu' divento' di colpo palestinese.
Pensate forse che qualcuno avesse tentato un approfondimento cercando di sapere se all'epoca esistevano arabi in Israele?
Pensate forse che qualcuno avesse trovato  il coraggio di dire che gli arabi apparvero nella Terra di Gesu' e degli ebrei, molti secoli dopo la distruzione di  Gerusalemme?
Nessuno si proccupo' di sapere e incominciarono a raffica trasmissioni televisive pronte a dare credito alla manipolazione storica di Arafat. Ricordo benissimo una trasmissione del famigerato Santoro, che ospitava settimanalmente  una suora laica e comunistissima che dissertava sulla "palestinita' " di Gesu'.
Senza vergogna. Ne era convinta e ogni settimana, per una ventina di minuti, faceva il lavaggio del cervello a milioni di italiani.
Da quella prima menzogna le altre manipolazioni e negazioni arrivarono a carrettate: gli ebrei non hanno nessun legame con Israele, sotto le moschee non c'era nessun Tempio ebraico e ancora oggi il waqf si preoccupa di gettare nelle discariche e far scomparire i resti archeologici dell'antico Tempio ebraico.
Le nazioni del mondo, anche le piu' equilibrate e occidentali, quando arrivano a parlare di palestinesi, perdono completamente la sanita' mentale e la lucidita'.
Tutto quello che vale per i popoli del mondo,  non ha senso se si parla di palestinesi.
Il loro nemico si chiama Israele e Israele e' l'ebreo, il sempre odiato ebreo dell'Inquisizione, dei pogrom, delle persecuzioni, della mancanza di diritti civili e infine della Shoa'.
E' proprio Il nemico ebreo che li santifica, che li rende speciali, che li nobilita e che induce l'Occidente a farsi schiavo di questi mistificatori nell' eterna lotta contro il "giudeo" .
Ogni conflitto mondiale, anche se le vittime sono milioni, non ha nessun valore di fronte alla morte di un solo palestinese.
La realta' e' questa signori miei, la realta' e' che i palestinesi sono necessari, tanto necessari che li hanno inventati per darci il tormento e per arrivare a una nuova soluzione finale del problema Israele.
Come? Con il terrorismo che devasta anima e corpi, con le guerre dei loro fratelli arabi, con le minacce di Ahmadinejad che logorano lo spirito piu' forte, con l'entrata dei profughi in Israele per distruggere il Paese in men che non si dica.   .
E veniamo ai profughi perche' l'argomento e' interessante.
Chi poteva essere definito profugo palestinese? Chiunque venisse a lavorare nella Palestina Britannica, dal 1946 al 1948. Questa gente diventava profuga in modo automatico. Una permanenza di due anni nella palestina di allora dava il diritto alla condizione di profugo. Non e' interessante come pensata? Un genio colui che l'ha inventata, genio da premio Nobel.
Non solo, non ci crederete, ma risulta profugo anche il miliardario palestinese che risiede a New York e che probabilmente non e' mai stato in palestina.
Il mondo, durante le guerre, e' sempre strapieno di popolazioni che si spostano ma sono tutti profughi "normali" che devono portare prove su prove per ricevere gli aiuti dell'UNHCR e soprattutto viene considerata profuga solo la persona effettivamente fuggita da un paese in guerra, non i figli, i nonni, i nipoti i pronipoti. Quando quella persona si insedia e si ambienta in un altro paese perde immediatamente ogni diritto ad aiuti speciali.
Per i palestinesi non e' cosi', l'UNRWA da decenni cerca di evitare che i palestinesi si ambientino altrove, li tiene  nei campi e li fa moltiplicare.
I rifugiati normali cercano di perdere la definizione di profugo per iniziare a vivere come le persone  del paese che li ospita.
I palestinesi no, loro non vogliono migliorare e, mentre i rifugiati di altri paesi diminuiscono fino ad arrivare a zero, loro, i palestinesi, aumentano misteriosamente di anno in anno e i 500/600mila profughi del 1948 oggi sono molti milioni.
Io che sono una persona normale, con normale intelligenza, mi chiedo" e' possibile che il mondo non si renda conto di questo grande imbroglio, di questo incredibile bluff  che tiene in scacco tutto il globo  terracqueo da piu' di 60 anni?"
Possibile, signori miei, che nessuno arrivi a capire che solo i palestinesi sono profughi per diritto genetico, di padre in figlio, per generazioni e che non ne rimanga scandalizzato?
Infine, e' possibile che questo stato di cose non faccia infuriare le persone civili?
In Europa , dopo la 2 WW vagavano 50 milioni di profughi e oggi , dopo 63 anni non ne esiste nemmeno uno. Se l'ONU e l'occidente avessero usato la stessa politica di reinserimento anche con gli arabi palestinesi oggi non esisterebbe il problema e  i profughi palestinesi sarebbero cittadini normali , esattamente come non esistono piu' i rifugiati ebrei, un milioncino, espulsi dai paesi arabi e subito inseriti nella societa' israeliana.
Questa e' la grande vergogna: aver  mantenuto i palestinesi in quello stato, averli sovvenzionati e portati all'ingrasso per poterli usare come arma letale contro Israele.
I paesi musulmani si sono sempre rifiutati di accoglierli e se lo hanno fatto si sono affrettati a rinchiuderli in campi di miseria e violenza dove l'odio viene nutrito quotidianamente,  non l'odio verso gli altri arabi che li sfruttano per i loro scopi di guerra ma verso gli ebrei, le scimmie e i maiali ebrei, come insegna il Corano.
Per i paesi islamici  e la Lega araba la carta vincente e' troppo appetitosa: pretendere che i palestinesi ritornino in Israele e non in Palestina. Un modo diabolico per arrivare alla distruzione dell'odiata patria degli ebrei.
Israele e' solo in questa lotta titanica, lo e' sempre stato e lo sara' sempre.
Oggi l'Europa non e' piu' la patria di grandi uomini, di artisti immensi, di pensatori . Oggi l'Europa e' patria di Auschwitz, di odio, di Sharia.
Una povera Europa.
Oggi l'Europa e' Eurabia.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90




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1 novembre 2011

UNESCO e la vergogna

Unesco: Il commento di Ugo Volli
Una farsa, ma pericolosissima

Testata: Informazione Corretta
Data: 01 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Una farsa, ma pericolosissima»

Una farsa, ma pericolosissima
Il commento di Ugo Volli



Cari amici,
come dice la sua sigla, l'Unesco dovrebbe occuparsi di educazione, scienza, cultura e altre nobili cose del genere. Ma, come ha detto ieri l'ambasciatore israeliano, più che alla scienza sembra interessato alla fantascienza. Aggiungo io: più che alla cultura all'ignoranza, più che all'educazione all'indottrinamento. Comunque alla politica, in senso antidemocratico e antioccidentale.
E' una vecchia storia, già Reagan ne fece uscire gli Stati Uniti vent'anni fa, quando l'agenzia lavorava per organizzare l'informazione internazionale in senso terzomondista (e da quel progetto sarebbe poi uscita Al Jazeera).
Per quanto riguarda il Medio Oriente è famosa l'operazione magica dell' Unesco sulla tomba di Rachele, moglie del patriarca Giacobbe, ininterrottamente frequentata dagli ebrei dai tempi biblici e loro possesso perenne registrato anche dal governo ottomano e situata fra Betlemme e Gersualemme, che improvvisamente fu registrata come moschea Bilal ibn Rabah (http://www.zionism-israel.com/dic/Bilal_ibn_Rabah_Mosque.htm, così chiamata dal nome di un muezzin abissino la cui tomba è a Damasco: http://it.wikipedia.org/wiki/Bilal), e naturalmente patrimonio culturale "palestinese". Bisogna attendersi che lo stesso accadrà ora per tutte le testimonianze della storia ebraica, che gli arabi cercano di negare e se possibile di distruggere. Del resto che l'Unesco sia nemico dei beni culturali scomodi per il mondo islamico si è visto anche nel caso dell'Armenia, quando l'agenzia ha avallato la distruzione sistematica delle tracce cristiane compiute da Turchia e Azerbaigian.

Si potrebbe dunque considerare la decisione di Parigi un classico caso di lupo messo a guardia delle pecore, di vandalo nominato custode di museo. Non è un caso che per un pelo due anni fa non fosse stato eletto direttore dell'Unesco l'allora ministro della cultura egiziano (oggi indagato per corruzione) che aveva dichiarato che, se avesse trovato in una biblioteca egiziana un libro ebraico, l'avrebbe bruciato con le sue mani (http://en.wikipedia.org/wiki/Farouk_Hosny).

Sul piano culturale, insomma, tutta questa storia è una farsa, una pagliacciata. L'Unesco non ha mai fatto niente per la cultura e la scienza, è una sede politica che compie scelte politiche anche quando riconosce questo o quel sito come "patrimonio dell'umanità". Se uno dovesse preoccuparsi dell'autorità morale o culturale della banda di burocrati che riceve lauti stipendi dall'agenzia di Parigi, potrebbe togliersi il pensiero. E del resto è chiaro che il destino dei monumenti ebraici in Israele si deciderà sul campo, come pure quello dell'inesistente patrimonio culturale (inesistente ma inventato) di una nazione inesistente (inesistente ma inventata) come la "Palestina".

Il punto però è proprio questo, il senso politico di questo gesto. Che va letto come indizio di orientamenti politici profondi. Il primo è la perfetta irrilevanza cui la politica di Obama ha confinato l'America. Uno stato che si ritira dappertutto, che lascia l'Iraq all'espansionismo iraniano, che ritira il suo ambasciatore dalla Siria non per protesta ma perché non è sicuro della sua incolumità, che sulla Libia intona l'"armiamoci e partite", che lascia sviluppare all'Iran suo acerrimo nemico l'armamento nucleare nel bel mezzo della fonte di mezzo petrolio del mondo non è più un impero, è uno stato perfettamente irrilevante. E non a caso i suoi migliori alleati, Gran Bretagna in testa, hanno ignorato i suoi appelli politici, le sue esplicite minacce. E' una Caporetto diplomatica per l'America, ancor più che per Israele. Speriamo solo che Obama se ne vada presto, perché anche quando come in questo caso fa la cosa giusta, non è in grado di sostenerla.

La seconda grande tendenza politica è l'odio per Israele, che ormai coinvolge non solo i paesi islamici, ma anche tutto il terzo mondo (hanno votato per la "Palestina", India, Cina, Russia, Brasile, giù giù fino allo Sri Lanka) e buona parte dell'Europa: non solo i paesi antisemiti come Spagna, Norvegia, Svezia, Austria, ma anche la Francia e la Gran Bretagna, che hanno ripreso la tradizionale politica filo-araba, anche se hanno governi di destra. Con loro anche la Grecia, il Lussemburgo, il Belgio, insomma mezza Europa. L'Italia è rimasta fra color che son sospesi, e certo è una posizione debole e del tutto deludente, ma almeno non si è allineata con costoro, ha rifiutato il vecchio riflesso dei tempi di Moro e La Pira, Andreotti, Craxi e D'Alema.

Il risultato ricorda quello della recente conferenza Durban III: 107 stati hanno votato nel senso di un riconoscimento della "palestina", anche senza trattative di pace, anche senza il controllo del territorio, anche se la contiguità col terrorismo è chiarissima, anche se la "palestina" non ha affatto rinunciato alle pretese sull'intero territorio israeliano. Solo 14 i contrari (insieme a Israele e Usa anche Germania, Canada,Olnada e pochi altri). Parte di questi voti, come quello americano e tedesco, erano dovuti, ma non sono vermente convinti. Gli astenuti sono stati 52. E' un segno chiarissimo. Israele, bombardato giorno e notte dai terroristi, vittima designata dell'odio atomico iraniano non ha la solidarietà internazionale. Deve difendersi da sé, cercando di non dar modo ai suoi nemici di usare l'appoggio del mondo che non mancherebbe. Siamo di nuovo in una situazione in cui gli ebrei sono colpevoli di ogni cosa, innanzitutto di esistere e di mantenersi tali. Per la cultura l'ammissione della "palestina" all'Unesco non vuol dir niente. Per la politica è allarme rosso.

 
 
Unesco: commenti dagli Usa di Piera Prister, Maurizio Molinari
Obama taglia i fondi, ma questo risultato è la conseguenza della sua politica

Testata:Informazione Corretta-La Stampa
Autore: Piera Prister
Titolo: «ONU e UNESCO: la politica di Obama tutta inchini ed aperture mette a repentaglio la sicurezza di Israele-»

Il voto dell'Unesco visto dagli Usa. Il commento di Piera Prister e Maurizio Molinari, oggi, 01/11/2011:

Informazione Corretta-ONU e UNESCO: la politica di Obama tutta inchini ed aperture mette a repentaglio la sicurezza di Israele
di Piera Prister

 

Oggi 31 ottobre 2011 la Palestina e’ entrata a far parte dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: favorevoli 107 paesi, contrari 14, astenuti 52. La Francia a sorpresa ha votato a favore, e cosi’ Spagna, Grecia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Russia… L’Italia non ha votato contro, ma si e’ astenuta. Proprio ora le parole di Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano risuonano alle radio e alle televisioni: REGRETTABLE, PREMATURE AND UNDERMINE OUR SHARED GOAL TO A COMPREHENSIVE JUST AND LASTING PEACE IN THE MIDDLE EAST. (l’ammissione della Palestina e’ deplorevole, prematura, e mina il nostro comune allargato obiettivo per una pace giusta e duratura nel Medio Oriente) E noi aggiungiamo che l’ UNESCO e’ un foro di propaganda anti-israeliana e che Abu Mazen, presidente portavoce della PA e degno erede di Arafat, non e’ credibile perche’ e’ un antisemita e un negazionista della Shoah. Cosi’ la Palestina, e’ entrata a far parte di un’agenzia dell’Onu proprio mentre quei terroristi palestinesi cosi’ amanti della pace, che vengono chiamati dal Corriere con la parola “combattenti”, il 29 ottobre 2011, hanno di nuovo lanciato da Gaza missili assassini contro civili in Israele, con un morto e molti feriti, in una guerra di terrore cui e’ sottoposta senza tregua la nazione ebraica, con la complicita’ della disinformazione e delle carte truccate dei media, a cui ricorre anche il nostro Corriere della Sera con i suoi giochetti linguistici, dietro cui c’e’ un uso distorto della semantica dell’eufemismo che serve per disinformare e ingannare i lettori. Quello che e’ avvenuto oggi all’UNESCO e’ il risultato della politica anti-israeliana del presidente Obama che ha intimato ad Israele di ritornare ai confini del ’67, con Gerusalemme divisa in due capitali, ignorando totalmente che Hamas ed Hezbollah bracci armati dell’Iran mirano alla sua distruzione e che ci sono due fazioni palestinesi nemiche, Fatah e Hamas. E’ notorio ormai, che sin dall’inizio della sua presidenza il presidente Obama e’ tutto inchini ed overtures verso i nemici di Israele, dimentico delle sue promesse -da marinaio- quando candidato presidenziale alla Casa Bianca ando’ in visita in Israele a raccattare voti, e dichiaro’ che si immedesimava negli Israeliani sottoposti al bombardamento di migliaia di missili e che egli stesso non avrebbe tollerato di far vivere le sue due figliole, Sacha e Malia in una casa esposta a tale rischio. Inoltre nel suo recente discorso commemorativo a Ground Zero, lo smemorato Obama non ha citato Israele fra le nazioni colpite dal terrorismo. Un’ omissione grave e voluta, “ma Israele non dimentica e non perdona”! (Shimon Peres). Se oggi la Palestina e’ entrata a far parte dell’Unesco lo dobbiamo anche alla irresponsabilita’ di Obama. Ma qui negli Stati Uniti c’e una grande maggioranza di cittadini a favore di Israele e c’e’ un Congresso filo-israeliano risoluto a far sentire la sua voce. Proprio nel passato mese di settembre, i candidati presidenziali repubblicani alla Casa Bianca come Rick Perry e Mitt Romney, intellettuali e uomini di cultura hanno fatto quadrato intorno allo stato ebraico per difenderlo; e John Bolton, ex ambasciatore americano all’ONU – che nell’anno corrente e’ stato insignito a N.Y. insieme a Fiamma Nirenstein e Jose’ Aznar del premio internazionale “Amici di Israele”- ha chiamato a raccolta nel Campus di Touro College, tutti i difensori d’Israele, dichiarando che bisognava tagliare i fondi all’ONU. Di conseguenza il Congresso Americano -la cui House of Representatives e’ solo da un anno a maggioranza repubblicana- in seguito ad una decisione dello scorso 5 ottobre 2011, ha congelato fondi per 200 milioni stanziati per lo sviluppo di infrastrutture a Gaza, per dissuadere il truffaldino Abu Mazen, alias Mahmoud Abbas dal cercare il riconoscimento di uno autoproclamato stato palestinese, da parte dei membri delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro. Anzi la Commissione per gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti del Congresso oltre a bloccare 200 millioni di dollari nell’assistenza economica a Gaza ( the Republican-led Committee in the House, House of Foreign Affairs Committee, put a hold on $200 million in economic assistance) sta indagando anche sull’uso che le autorita’ palestinesi fanno del denaro assegnato loro. Ma cio’ non ha dissuaso il presidente Abu Mazen dall’indirizzare il suo discorso ai membri del Consiglio dell’ONU e a procedere nel sottoporre la sua richiesta anche al Consiglio di Sicurezza; e malgrado cio’, oggi, 31 ottobre a Parigi, l’infaticabile faccendiere ha appena chiesto ai 198 membri dell’Unesco la membership per la Palestina, che in base allo scrutinio dei voti, a maggioranza ne e’ entrata a far parte. Gli Stati Uniti hanno votato contro, ma troppo tardi, quando la politica filoaraba di Obama che non ha mai nascosto la sua mala disposizione verso Israele, sta producendo i suoi frutti avvelenati. Il congelamento corrente di 200 milioni di dollari da parte del Congresso e’ propedeutico ad un altro imminente di 358 milioni di dollari, destinati ai Palestinesi della West Bank e Gaza. Dal 1994 i Palestinesi hanno ricevuto 3.3 miliardi di dollari in aiuti dagli Stati Uniti per la loro crescita economica, istruzione, infrastrutture, strade scuole e acqua potabile. Il Congresso Americano aveva anche gia’minacciato l’UNESCO che avrebbe ritirato tutti gli aiuti che gli Stati Uniti devolvono ai paesi membri se si fossero fatti complici di Abu Mazen nel votare a maggioranza per l’ammissione della Palestina, come poi e’ avvenuto oggi. Correntemente l’Unesco riceve il 22% dei suoi fondi dagli Stati Uniti. E’ chiaro che il Congresso Americano sia ormai deciso con la sua determinazione, a tagliare tutti i fondi e aiuti alla Palestina –to cut off all funding- anche perche’ Abu Mazen, ringalluzzitosi per il suo successo odierno si ostinera’ a procedere in solitaria senza considerare le ragioni di Israele a cui non riconosce nemmeno il diritto all’esistenza.
Piera Prister Bracaglia Morante

La Stampa-Maurizio Molinari: " La risposta americana, stop ai finanziamenti"

 

 
Fate sapere almondo cosa succede veramente
da Israele, Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 01 novembre 2011
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Fate sapere almondo cosa succede veramente»

Fate sapere almondo cosa succede veramente
di Deborah Fait

 

E' una desolazione, come ti giri, leggi i giornali, guardi le notizie alla TV, ti vien voglia di vomitare. In due giorni da Gaza sono piombati piu' di 50 missili Grad su Israele, chi ne da notizia, parla di raid aerei israeliani su Gaza e solo in seconda battuta accenna ai missili che hanno provocato la reazione di Israele ma Repubblica fa di piu' e scrive :"ucciso colono ad Ashkelon".
Colono? A Ashkelon?
Vi sembra possibile che un giornalista possa aver scritto una simile bestialita'? ecco, leggete pure, il titolo parla solo di raid israeliano, non dell' attacco palestinese contro un milione di israeliani e la perla e' nel sottotitolo , Razzi contro Israele: ucciso un colono http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/29/news/raid_israeliano_nella_striscia_di_gaza-24090703/
Che dire? e' una desolazione, un odio senza pari, una mancanza di etica giornalistica che dovrebbe scandalizzare i piu' e invece passa inosservata perche' si sa che Israele e' sempre colpevole e che gli israeliani sono tutti coloni.
La citta' di Askelon e' in Israele, fa parte dello stato ebraico, date un sguardo a una cartina geografica e ditemi se un cittadino israeliano di Ashkelon puo' essere definito colono, senza contare che il termine, tutto italiano, e' falso e ridicolo.
Queste porcherie possono essere scritte soltanto se non si riconosce la legittimita' di Israele ad esistere.
Quando e' partito l'attacco da Gaza le sirene di allarme di sono attivate in tutte le citta' del sud, anche nella mia citta' e, se volete, date un occhiata per capire dove si trova Rehovot. Sono anch'io una colona secondo Repubblica,senza nessun diritto, nemmeno quello di poter dormire in pace.
Mi fa piacere pubblicare un pezzo di un amico, Alberto, per dare un'idea, anche minima, di quello che accade da anni, di come vive un milione di israeliani : negli ultimi 2 giorni da Gaza sono stati sparati circa 50 missili grad su Ashkelon, Ashdod, Beersheva ecc ecc, oltre ad un numero imprecisato di colpi di mortaio sui kibbutz di confine, un israeliano padre di famiglia di 56 anni e' morto, aveva appena fermato l' auto per mettersi al riparo, ma non ha fatto in tempo a trovarne uno. Altri israeliani sono rimasti feriti, una neonata e' stata intossicata dal fumo dei roghi scoppiati a causa dei missili, una decina di auto sono andate a fuoco ed esplose, abitazioni sono state pesantemente colpite e danneggiate (i missili grad oltre all' esplosivo hanno anche moltissime biglie di ferro che schizzano da tutte le parti dopo l' impatto e fanno buchi dappertutto), alcune bombole di gas non sono miracolosamente esplose, un milione di israeliani e' nei rifugi dall' altro ieri, le scuole del sud d'Israele sono chiuse, un missile ha colpito una scuola di Ashdod di sabato, dove avrebbe dovuto esserci una lezione di un rabbino, ma il bidello era malato quel giorno li' e combinazione la lezione non si e' tenuta... Ma sui media mondiali si legge che sono morti 9 "poveri" palestinesi. Nove terroristi della Jihad islamica.
Ariel, un cittadino di una delle citta' colpite lancia un grido di disperazione : Fate sapere al mondo cosa succede veramente....
Noi lo facciamo, tentiamo di farlo, esistiamo per questo ma il mondo non sente e se ne frega, completamente assoggettato agli arabi, innamorato dei palestinesi, questo mondo vuole soltanto che passi l'idea di Israele persecutore e arabi vittime.
Questo mondo, caro Ariel, proprio ieri ha accolto tra le sue braccia la Palestina diventata a tutti gli effetti stato membro dell'unesco (scritto rigorosamente minuscolo) per la gioia di tutti gli odiatori di Israele. Adesso ne vedremo delle belle.
L'arroganza palestinese non avra' piu' limiti, l'auspicato dialogo tra Israele e Abu Mazen restera' un punto di domanda. Ormai sono anni che i palestinesi si rifiutano di dialogare con Israele, lo farebbero, secondo il loro presidente negazionista e compare di Arafat, solo se Israele graziosamente scomparisse. Quali sarebbero le maggiori pretese palestinesi?
1.Gerusalemme Capitale della palestina col nome di Al Quds. Ehud Olmert gliel'aveva offerta. Abu Mazen aveva rifiutato.
2.Olmert aveva fatto di piu': la Citta' Vecchia , dove esistono tutti i luoghi santi ebraici, cristiani e musulmani, sarebbe stata amministrata da un gruppo di “saggi” di Giordania, Arabia Saudita, governo palestinese, Stati Uniti e Israele Abu Mazen aveva rifiutato.
3. Accoglienza in Israele di un certo numero di cosiddetti profughi palestinesi. Abu Mazen aveva rifiutato. Tutto questo non gli bastava ne' mai bastera' , e' Israele che vuole, non qualche pezzo di territorio, qualche sinagoga o chiesa da trasformare in moschee. Non gli interessa, lui e i palestinesi vogliono solo una cosa, insediarsi al posto di Israele.
Adesso, con una bella poltrona in seno all'ONU, si scateneranno e tutto il mondo vedra' un paese che non c'e', un popolo che, dalla sua invenzione nel 1967, si e' dedicato solo al terrorismo contro civili, donne e bambini, dettare condizioni, usare la sua prepotenza e cambiare il nome e la storia di tutti i luoghi sacri.
Finora hanno cambiato il nome, la storia e l'appartenza dei luoghi santi ebraici : il Kotel ( muro del pianto) luogo sacro per l'ebraismo mondiale, e' gia' diventato Al-Buraq Wall, la Tomba di Rachele ( da 4000 anni luogo sacro per gli ebrei) e' stata trasformata in moschea e si chiama Bilal bin Rabah Mosque. La Tomba di Giuseppe, figlio di Giacobbe, e' stata bruciata varie volte, trasformata in moschea, dopo il rogo di tutti i libri sacri ebraici. Oggi gli ebrei possono visitarla solo dietro permesso palestinese e mai singolarmente, pena il linciaggio da parte dei "pacifici" abitanti di Nablus.
Altri luoghi sacri verranno profanati, distrutti, i loro antichi nomi cambiati, la storia stuprata, tocchera' anche ai luoghi sacri cristiani e allora forse qualche nazione cha ha votato perche' il "fantasma palestina" entrasse a far parte dell'ONU, si mangera' le mani.
Contro Israele, l'ebreo del mondo, trova continuita' la millenaria persecuzione degli ebrei, nell'odio contro Israele si riconoscono tutti i discendenti dei piu' antichi e recenti odiatori, quelli che entravano con forconi e spade per sterminare villaggi o quartieri di ebrei, quelli che li mettevano sui roghi se non si convertivano e anche dopo la conversione forzata, quelli che li mettevano nei forni in epoca recentissima.
Per non provare sensi di colpa, l'occidente ha trasformato Israele da vittima degli arabi , della loro violenza, del loro negazionismo, in persecutore.
Guerre per l'annientamento, terrorismo, missili, tragedie che Israele vive dal giorno della sua fondazione, tutto viene giustificato in nome dell'odio che questo mio paese martoriato suscita nell'animo occidentale.
Dopo 63 anni, ancora si parla di Terrasanta e non di Israele. Ancora non se ne riconosce la Capitale. Ancora si parla di illegittimita' di vivere nel nostro Paese. Ancora i piu' moderati tra i nostri odiatori dicono la frase terribile "Israele ha il diritto di esistere". Ancora odio e negazionismo. A questo si contrappone l'abbraccio incondizionato del mondo ai nostri persecutori. Il grido disperato di Ariel " Fate sapere al mondo cosa succede veramente.... " Cade tristemnente nel vuoto.
Il mondo ci ha marchiati a fuoco ancora una volta e sta tentando di cancellare la nostra storia per accontentare i suoi padroni. Se cancelli e trasformi la Storia, cancelli il popolo che l'ha vissuta. Questo e' l'obiettivo dei palestinesi e della Lega Araba e a questo si sono inginocchiati servilmente i paesi europei che hanno votato perche' una non nazione diventasse stato membro di un'organizzazione internazionale.
Deborah Fait




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31 ottobre 2011

Raffica di razzi contro Israele.


http://www.focusonisrael.org/2011/10/30/razzi-gaza-israele-terrorismo-palestinese/

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Raffica di razzi da Gaza contro Israele: un morto ad Ashkelon. Ma per Repubblica la notizia è un’altra….

Raffica di razzi da Gaza contro Israele: un morto ad Ashkelon. Ma per Repubblica la notizia è un’altra….

Gerusalemme, 30 Ottobre 2011 -  Raffica di quasi 30 razzi Qassam e Grad e obici di mortaio palestinesi, ieri, dalla Striscia di Gaza contro Israele, in particolare su Gan Yavne, Ashkelon e Ashdod. Ucciso un 56enne israeliano ad Ashkelon (Ami Moshe), una ventina le persone che hanno dovuto essere ricoverate. Ingenti danni. Rivendicazione della Jihad Islamica palestinese. Stato di massima allerta e scuole chiuse in un raggio di 40 km dal confine con Gaza.

Reazione delle Forze di Difesa israeliane contro basi dei terroristi e cellule di lanciatori di razzi. Un’altra decina di ordigni palestinesi sparati nella notte e domenica mattina (ma per la Repubblica la notizia è solo questa…che pena l’informazione italiana!)

Ricordiamo che nella serata di mercoledì tre razzi Grad lanciati dalla Striscia di Gaza contro Israele si sono abbattuti su un terreno non edificato vicino ad Ashdod. Secondo fonti israeliane, potrebbe trattarsi di razzi saccheggiati di recente da arsenali libici. Dopo i razzi lanciati dai palestinesi, aerei israeliani hanno colpito nella notte tre postazioni terroristiche nel centro della striscia di Gaza e un deposito di munizioni nel sud della striscia. Secondo fonti palestinesi, non ci sarebbero vittime.

(Fonte: Israele.net)

Per ulteriori dettagli cliccare qui, qui e qui


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