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Diario
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28 ottobre 2006

Si puo' ridere dei musulmani?

Questo era il titolo della puntata odierna di "Otto e mezzo" di
Ferrara su La7.
Ospiti in collegamento esterno Lella Costa e Maurizio Crozza.
In studio Freccero, autore televisivo, e Khaled Fouad Allam ( o
qualcosa del genere) deputato in Parlamento nel gruppo dell'Ulivo.
Questo signore era ospite anche ieri in un altro dibattito TV ed
avantieri pure. Ogni due giorni ve lo trovate in qualche rete TV.
Il guaio di questi arabi è che è difficile ricordare i nomi.
Hanno sempre una "H" da qualche parte, ma non ti ricordi mai dove
sia esattamente. Pazienza.
Ultimamente ci sono più islamici nella televisione italiana che non
su Al Jazeera.
Se non è Fouad Allam è Piccardo, o l'ex ambasciatore Scialoja
convertito all'islam, o una certa Patrizia Del Monte, anche lei
convertita, e responsabile delle pari opportunità dell'UCOII, o c'è
la ragazzina col velo a Porta a Porta, o c'è l'imam di Segrate, o
quello di via Jenner a Milano...
Insomma, sembra che non si possa fare un programma se non c'è
l'ospite islamico di turno.
Bene, c'era anche a "Otto e mezzo". Quindi è tutto OK.

Se qualcuno non sapesse esattamente il significato
dell'espressione "Arrampicarsi sugli specchi" dovrebbe farsi dare la
registrazione di questa puntata e studiarsela. Capirebbe subito cosa
significa quella espressione.
Si è detto di tutto, ma nessuno ha risposto alla domanda.
Niente di nuovo, è più che normale. E' ciò che si vede spesso nei
dibattiti TV nei quali tutti sono capaci di blaterare per due ore
senza mai affrontare il vero problema.
Fuhad Allam la prende larga, come suol dirsi, e parte da lontano,
tirando in ballo il "contesto culturale e politico...".
Lella Costa nei suoi pochi interventi insiste sulla necessità di
individuare i "codici di comunicazione".
Freccero, noto autore (collaborò anche con Celentano a Rockpolitik),
tira in ballo una serie di difficoltà generiche dello spettacolo,
dagli autori all'individuazione del pubblico al quale far
riferimento, il famoso "target", chidendosi chi poi guarderebbe un
programma di satira sull'Islam. Ed infine aggiungendo perfino
difficoltà varie di fare il "Casting". Cosa non si riesce a tirare
in ballo pur di non rispondere!
Crozza, invece, se ne esce, tomo tomo e cacchio cacchio, a dire che
lui non fa satira sull'Islam perché è un mondo che "Non conosce...".
Ed infatti, afferma, si limita a fare satira su Bush, sul Papa...
Ed accenna una breve imitazione del Papa che manda in visibilio la
conduttrice Luisanna Armeni che continua a sbellicarsi dalle risate.
Certo, perché sul Papa si può ironizzare, si può ridicolizzarlo a
piacere, ma...l'Islam?
Eh no, quello Crozza "Non lo conosce...".
Strano. Vuol dire, forse, che fa satira sul Papa e su Bush perché li
conosce benissimo? Vanno a colazione insieme? Frequentano con Bush
lo stesso circolo del golf? Fa le meditazioni serali insieme a
Benedetto XVI?
E' per questo che si permette di sbeffeggiarli?
Curioso dover constatare che Crozza conosce bene, e quindi può farli
oggetto di satira, sia Bush che il Papa, che forse non ha mai
incontrato, né incontrerà mai, e non "conosce" il mondo musulmano
che, probabilmente, ha tutti i giorni sotto gli occhi, in TV o nella
sua città.
Strano, vero?

Già, questo è quello che si chiama "Arrampicarsi sugli specchi".
In realtà, tutta questa gente ha una paura matta di urtare la
suscettibilità degli islamici e si guarda bene dal provocarli.
Basta ricordare quanto è successo con le famose "Vignette
sataniche"; il finimondo. E ancora con le parole male interpretate
(intenzionalmente) della lezione del Papa a Ratisbona.
Basta ricordare cosa è successo a Teo Van Gogh, accoltellato per
aver osato fare un breve film sulla condizione delle donne islamiche.
Di recente a Berlino è stata annullata una edizione dell'Idomeneo di
Mozart, preoccupati delle possibili ritorsioni islamiche.
Ed un professore francese, giusto per aver scritto un articolo
critico sull'Islam, è dovuto scappare e nascondersi per evitare gli
effetti della solita fatwa.
E' di pochi giorni fa l'altro scontro fra l'imam di Segrate e la
Santanché, rea di aver negato che il velo islamico sia una
imposizione religiosa. E' stata accusata pubblicamente in TV di
essere falsa, bugiarda e ignorante. E adesso gira con la scorta.
Magdi Allam, colpevole di mettere in guardia l'Occidente sul
pericolo dell'invasione islamica, vive da anni sotto scorta e sempre
sotto minaccia.

Questo è il vero motivo per cui non si può ridere dei musulmani.
O meglio, non si può fare satira sull'Islam.
Altro che "Codici di comunicazione...Contesto culturale...Difficoltà
di casting...Mondo che non conosco..." e balle varie!
E come se non bastasse c'è anche un altro piccolo dettaglio da non
trascurare.
Tutto ciò che in Italia ha a che fare con l'Islam, con
l'immigrazione, l'integrazione, le moschee, la tolleranza, ed
annessi e connessi, in qualche modo è sotto tutela della cultura di
sinistra.
E tutto ciò che può essere sgradito alla sinistra non si può fare.
O meglio, a rigore si potrebbe anche fare (non c'è alcuna legge che
lo vieti), ma diciamo che è preferibile evitare. Così va bene?
E' un concetto che ripeto spesso e che può sembrare azzardato e non
rispondente alla realtà, ma è la pura verità.
E se stiamo attenti, ogni tanto, casualmente, qualcuno ha il
coraggio di ammetterlo. Ma sono casi rari, non fanno notizia e
vengono subito dimenticati.

Per esempio, tempo fa Rutelli, in un impeto di onestà, affermò che
l'unica cosa che teneva unita la coalizione dell'Unione
era "L'antiberlusconismo".
Lo disse in una intervista al TG. Mica mi invento le cose.
L'esponente dei Verdi Francescato, ancora in una intervista in TV, a
proposito dell'immigrazione ed in contrasto con la posizione di gran
parte della sua coalizione, disse che bisognava affrontare il
problema tenendo i piedi per terra e che, invece, la sinistra,
spesso "Mette l'ideologia al di sopra della realtà."
E brava Francescato. Onestamente è quello che sospettavo da tempo,
ma fa piacere che a dirlo sia una esponente dei Verdi, quelli che
sono culo e camicia con i comunisti.
Ma a confermare quello che sostengo da tempo ecco che arriva un guru
della cultura di sinistra, un mostro sacro, un Nobel che ha fatto
sempre della satira il suo regno.
Quello che è sceso perfino in piazza per protestare contro le
censure sulla satira.
Quello che ha sempre dichiarato che la satira deve essere libera,
che per sua natura è, e deve essere, contro il potere e bla, bla,
bla...
Bene, stiamo parlando di Dario Fo.
E' stato ospite alla prima puntata della nuova serie di "Parla con
me" della ditta Dandini-Vergassola, in onda su RAI3 la domenica sera.
La stessa Dandini, in apertura della puntata si era mostrata un po'
preoccupata, scherzando sul fatto che loro avevano sempre, fino
all'anno scorso, fatto satira sul Governo e chiedendosi cosa
avrebbero potuto fare ora che il Governo è cambiato.
Già, è quello che mi chiedevo anch'io. E infatti aspettavo proprio
di vedere cosa sarebbe successo.
Visto che per anni hanno ridicolizzato Berlusconi in tutti i modi
possibili, perché era capo del Governo e la satira deve essere
contro il potere, ora che il Governo è cambiato se la prenderanno
con Prodi?
Ed infatti arriva l'ospite Fo e la prima domanda che Dandini gli
pone è proprio questa:
"Chi ha il cuore a sinistra può fare satira sulla sinistra?".
Bella domanda. Anche perché, come tutti sanno, i comici nostrani
sono quasi tutti di sinistra. E allora ci si chiede cosa faranno
adesso che al Governo c'è la sinistra. Ci si aspetterebbe che
l'irriducibile difensore della libertà di satira rispondesse
confermando la sua posizione, quella per la quale è sceso in piazza,
ha organizzato convegni, serate teatrali...
E invece? Invece no. Ecco cosa risponde il nostro giullare Fo:
"E' pericoloso. E' difficile e pericoloso..."
"Oh bella, ma cosa mi dici mai?", sembra pensare una sbigottita ed
incredula Dandini.
Già, e chiarisce che è difficile fare satira sulla sinistra perchè
il popolo della sinistra non la capisce e non l'accetta.
Ed è anche pericoloso perché potrebbe creare problemi di vario
genere alla sinistra. Ed allora anche quando vorrebbe prendere di
mira fatti e personaggi della sinistra deve rinunciare e "ingoiarsi
la battuta".
Conclusione? E' meglio non farla. E bravo anche il Nobel Dario Fo
che dopo tante giullarate riesce ad essere onesto, almeno una volta,
e raccontarla giusta.
Chiaro?
Contenta Dandini? Ora sai come regolarti. Insomma, potere o non
potere, continuate a fare satira su Berlusconi. Questa sì che la
sinistra la capisce e l'apprezza. E non crea problemi.
Alla faccia della libertà di satira.
Alla faccia di chi ci crede.
Alla faccia dell'onestà intellettuale.
Alla faccia tosta di questi difensori della libertà di satira a
senso unico.
Alla faccia di bronzo di certi comici che fanno militanza politica
mascherata da satira. E stranamente sono sempre sinistri; come gli
incidenti.

Tranquillo Crozza, continua anche tu a fare satira solo su chi
conosci molto bene, Bush, il Papa, Berlusconi...
Gli islamici? No, no, quelli non li conosciamo.
Anzi, forse non esistono neanche.
Forse sono una leggenda, un falso storico. Si dice che ci siano, ma
chi li ha mai visti? Io non c'ero e se c'ero dormivo.
E poi Crozza...Tengo famiglia!
Giusto?
Viva l'Italia...

 

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permalink | inviato da il 28/10/2006 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
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